martedì 16 Aprile 2024

Maledette zecche!

Dagli Usa viene l'allarme

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Con un ottobre tra i più caldi della storia è aumentato anche il periodo di attività delle zecche, vettore di malattie. Il Sistema nazionale di sorveglianza delle arbovirosi, malattie causate da virus trasmessi tramite morso o puntura, dell’Istituto superiore di sanità monitora puntualmente la situazione. Tra le zone maggiormente colpite c’è il Nordest d’Italia, dove l’Istituto zooprofilattico delle Venezie nel 2023 ha registrato 13 casi di encefalite da zecca e 5 di infezione virale da zecca. La zecca è anche responsabile della diffusione della cosiddetta ‘Sindrome alfa-Gal’ molto più conosciuta negli Stati Uniti, dove si è riscontrata una impennata di casi, ma che sta allarmando anche l’Europa e quindi l’Italia.

Si tratta di una reazione allergica che si scatena dopo ingestione di alcuni alimenti, principalmente la carne rossa, da qui la denominazione di ‘sindrome da barbecue’. “La Sindrome alfa-Gal – ha recentemente spiegato Cosby Stone, ricercatore di allergologia e immunologia della Vanderbilt University (Usa) – è dovuta al morso della zecca Ixodes, nota come zecca dei boschi, che può iniettare nel soggetto colpito il carboidrato α-Gal presente nella sua saliva. Questo scatena una sensibilizzazione del sistema immunitario con produzione di anticorpi IgE dirette contro l’alfa-Gal, e responsabili delle reazioni allergiche”.

Sintomi
“La diagnosi della ‘Sindrome alfa-Gal’ è generalmente complessa e può richiedere del tempo poiché i sintomi, come orticaria, diarrea, vomito, difficoltà respiratorie, gonfiore, possono manifestarsi diverse ore dopo l’assunzione di carne rossa. In realtà sono molti gli alimenti che contengono alfa-Gal, tutti di derivazione animale, come il latte vaccino, o i grassi che possono essere usati per la cottura degli alimenti in genere”, ha evidenziato Stone.
Nel 70% dei casi l’infezione si presenta con sintomi lievi, mentre nei rimanenti, dopo un periodo di incubazione che va dai 3 ai 28 giorni, si presentano sintomi similinfluenzali come febbre alta, cefalea, mal di gola, astenia, mialgie e artralgie. Nel 20-30% di questi casi, dopo un intervallo senza sintomi, si manifestano disturbi del sistema nervoso centrale. L’infezione da sottotipo europeo si può poi complicare ulteriormente con conseguenze neurologiche a lungo termine.

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