lunedì 26 Febbraio 2024

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Uno studio sulla corteccia parietale rafforza le tesi di Julius Evola e di Minh Dung Nghiem a proposito delle manipolazioni antropologiche in atto in questa fase di deculturazione

Nel cervello c’e’ un nuovo centro del linguaggio, forse cruciale nelle fasi di apprendimento nei bambini. L’annuncio e’ arrivato per voce di Marco Catani, dell’Istituto di Psichiatria al King’s College di Londra, dopo uno studio con la risonanza magnetica funzionale che ha evidenziato connessioni tra quest’area, nella corteccia parietale, e quelle ormai da decenni considerate le aree del linguaggio, le regioni corticali di Broca e di Wernicke. Secondo quanto riferito sugli Annals of Neurology, gli scienziati hanno dimostrato cio’ che gia’ nel 1960 alcuni esperti neurologi sospettavano, ovvero che le aree del linguaggio non potessero essere solo due, una dedicata alla produzione, l’altra alla comprensione del linguaggio stesso.
La nuova regione, una rete di forma tondeggiante che connette le prime due, e’ stata battezzata ‘territorio di Geschwind’ dal neurologo americano Norman Geschwind che gia’ alcuni decenni fa aveva sospettato, a ragione, il suo ruolo. La scoperta-dimostrazione di cio’ che Geschwind aveva intuito gia’ 40 anni fa e’ stata resa possibile dall’uso di una versione piu’ sofisticata della risonanza magnetica classica, ovvero la risonanza ‘tensore di diffusione’ (DT-MRI) capace di cogliere il movimento delle molecole di acqua, nelle rotte delle fibre nervose, dando come risultato l’esatto orientamento delle fibre nervose stesse. Infatti queste molecole si muovono nei tessuti con differente velocita’ a seconda della densita’ e struttura del tessuto stesso.
”Il territorio di Geschwind e’ l’ultima area del cervello a svilupparsi e il completamento della sua crescita coincide cronologicamente con lo sviluppo delle capacita’ di lettura e scrittura”, ha rilevato Catani anticipando che una linea importante di ricerca in futuro sara’ di esaminare la maturazione di questa area e le sue connessioni nel contesto di dislessia e autismo. Inoltre poiche’ questa regione e’ abbozzata anche nel cervello delle scimmie, ha riferito Catani, e’ possibile che al suo interno custodisca le chiavi dell’evoluzione del linguaggio e forse dimostra che questo si e’ sviluppato per modifica di aree cerebrali gia’ esistenti, che si sono modificate e specializzate nel corso dell’evoluzione.



NR Ed è agendo su di esso, con ritmi, suoni e immagini, che si realizza lo scompaginamento della capacità intellettiva d’insieme, di concentrazione e di sintesi.

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