mercoledì 21 Febbraio 2024

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          Per oltre un mese un impostore si è spacciato con successo per il nuovo supervisore inviato dal presidente dell’Uruguay, Tabaré Vazquez, ai vertici della compagnia statale di telecomunicazioni. Si è installato in un ufficio ai piani alti di Antel, la telecom uruguayana, è diventato il braccio destro del presidente, Edgardo Carvalho, ha partecipato alle riunioni, fornito pareri, esaminato documentazione, ricevuto lo stipendio, senza mancare a un solo giorno di lavoro, sempre puntuale, serio e professionale. Insospettabile.

LE DIMISSIONI ANOMALE – Il suo incarico ufficiale era di riportare ordine nella compagnia telefonica, piombata nel caos dal 14 luglio, dopo che il vero vice presidente, Gonzalo Perera, era stato arrestato per essersi finto vittima di un’aggressione. Un mistero. Non si capiva perché l’alto dirigente avesse denunciato di essere stato quasi ucciso da malintenzionati, sotto casa, la sera dell’11 luglio. Si vociferava di seri problemi personali e nessuno dubitò che il presidente della Repubblica avesse deciso di mandare qualcuno a far chiarezza nella stanza dei bottoni di Antel. Qualcuno che seguisse il procedimento giudiziario contro Perera, i sopralluoghi domiciliari, le fasi dell’inchiesta. E, al super commissario, sono state aperte porte e cassetti.

RACCOMANDATO DALLA MOGLIE – Il genio della truffa si chiama Elibio Javier Roman ed è un ex poliziotto. Per raggiungere il suo obiettivo, gli è bastato farsi precedere da una telefonata di raccomandazione della moglie, che si è presentata come l’assistente di Jorge Velazquez, fratello del presidente della repubblica e segretario della presidenza di governo. Nessuno ha dubitato, né verificato che fosse proprio lui l’uomo personalmente scelto dal capo di Stato per quel delicato compito e quando una seconda telefonata della stessa fantomatica segretaria ha chiarito che il funzionario si sarebbe fermato a tempo indeterminato per ragioni di sicurezza, nessuno ha pensato di cercare almeno un riscontro alla decisione.

TRADITO DAL PC – Probabilmente Elibio Javier Roman sarebbe ancora nel suo ufficio da super manager pubblico, candidato ad avanzamenti di carriera, se non avesse commesso un passo falso, chiedendo la disponibilità di un computer portatile per poter lavorare anche da casa. L’amministrazione gli ha risposto che la richiesta doveva essere presentata su carta intestata della presidenza della repubblica. Per il temerario trasformista non è stato difficile confezionare un altro falso. Ma quando finalmente un’impiegata di Antel ha chiamato la segreteria di Vazquez per informare dell’arrivo del computer, si è sentita rispondere che non aspettavano alcun computer e che non avevano distaccato alcun funzionario alla presidenza della compagnia di telecomunicazioni. L’impostore è finito a disposizione dell’autorità giudiziaria, e il presidente di Antel si è dimesso per lo scandalo, lasciando la società decapitata.

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