giovedì 22 Febbraio 2024

Minacce dall’oltretomba

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Sempre più arduo mantenere il silenzio e la versione ufficiale sull’undici settembre. Ritrovate le scatole nere degli aerei date per distrutte. Le autorità non vogliono prenderle in considerazione, ma un appello sottoscritto da familiari delle vittime e da politici illustri rischia di riaprire il caso.

Un vigile del fuoco di New York e un volontario che lavorarono a lungo tra le rovine delle due torri hanno dichiarato di aver aiutato agenti federali a prelevare tre delle quattro scatole nere dei due aerei che si sono


Scontrati contro i grattacieli. A rivelare la notizia giovedì è stato il quotidiano Philadelphia Daily News. Il vigile del fuoco Nicholas DeMasi ha raccontato (in un libro pubblicato di recente insieme ad altre persone che


lavorarono a Ground zero) di aver accompagnato agenti federali nell’ottobre 2001 sul luogo, e che in mezzo a 1,25 milioni di tonnellate di acciaio, cemento e altri materiali riuscirono a trovare tre delle quattro scatole dove c’erano registrati gli ultimi 30 secondi delle comunicazioni avvenute all’interno degli aerei dirottati. A confermare il suo racconto è stato uno dei tanti volontari che lavorarono sul sito della catastrofe, Mike Bellone, che aiutò DeMasi e gli agenti nella loro ricerca e vide una scatola nera nel retro della macchina del vigile.


Sia il volo American 11 che il volo United 175 avevano due scatole di registrazione situate nella coda, una registrava le comunicazioni dei piloti mentre l’altra i dati riguardanti l’altitudine, la velocità e direzione del


volo.


La commissione sul 9/11 e le autorità federali continuano ad insistere che nessuna di queste scatole è mai stata trovata. Il problema è che queste scatole sono costruite per resistere anche a un impatto come quello


Avvenuto contro le due torri e ad una temperatura di oltre mille gradi centigradi per un’ora.


Funzionari federali dell’aeronautica sostengono che gli attacchi al World Trade Center sono l’unico esempio di grave incidente aeronautico in cui non si è riusciti a recuperare le scatole di registrazione. L’articolo del


Daily News conclude «Se il racconto dei due testimoni è vero non si capisce perché le autorità federali dovrebbero negare di aver ritrovato le scatole. E comunque non si vede perché i due dovrebbero mentire».



Ad aiutare a risolvere questa ed altre lacune nella ricostruzione ufficiale della tragedia potrà essere l’iniziativa intrapresa questa settimana da cento “vip” americani e quaranta membri delle famiglie delle vittime dell’11 settembre. Hanno tutti firmato un appello intitolato: «9/11 Truth Statement» in cui chiedono un’immediata inchiesta indipendente su fatti e questioni ignorate dalla Commissione ufficiale che concluse i suoi lavori ad agosto.


L’appello chiede di incaricare il procuratore di New York Eliot Spitzer di apri

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