martedì 23 Aprile 2024

Mostra mostruosa, giunta Alemanno

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“No, non accetto il Futurismo azzoppato all’acqua zuccherata!”

La mostra sul Futurismo alle Scuderie del Viminale a Roma, sembra quella sulle bizzarrie di quel vecchio folle di nonno Marinetti rappresentato con un bel faccione sul computer nella mostra, con cui si può interagire, ma che, guarda caso ….non risponde a tutte le domande che gli fai…

Bellissimi quadri, certamente ….ma il grande assente è lo spirito futurista. Sembra una sorta di percorso ad ostacoli, seppur con magnifiche opere esposte, per evitare discorsi imbarazzanti… Uomo Nuovo, Fascismo, Civiltà del Lavoro…


Futurismo invece è spirito di rottura totale con il mondo borghese di fine ottocento che aveva trasformato il prodotto culturale, prima elitario, in un “prodotto commerciale” fruibile dai nuovi utenti e pertanto sempre più convenzionale e succube di mode. Il futurismo crea strappo in questo mercimonio, il futurismo si oppone a tutto ciò che massifica, a ciò che porta a “facili” prodotti seriali. Ed in questo spirito , mi oppongo a questa mostra che svuota di contenuti la più grande rivoluzione artistica moderna, la vera metanoia, riconducendola ad una moda stravagante di alcuni artisti bizzarri.


Il linguaggio delle mostre sul Futurismo che si trovano in molte città d’Italia, è quasi sempre vecchio, il più anti-futurista possibile, segue i soliti dettami fissi e codici culturali stantii. Il rifiuto di questi codici era per i futuristi, adesione violenta, totale estrema ad una Weltanschauung di sprezzo per il pericolo, di amore passionale per la vita e per la velocità dell’agire. Era l’uomo, nella sua unicità, al centro dell’azione. L’artista è demiurgo creatore, non copia neanche se stesso, sperimenta, lavora, inventa nuovi linguaggi, suoni, li trasforma in movimento, non ripete mai. Marinetti scrive “la letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo da corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno”. I Futuristi non urlano la bellezza dello slancio, da quello ginnico a quello che porta alla ribellione fino all’audacia della guerra, per puro spirito di contraddizione ma perché si prepara una filosofia nuova, insieme all’arte nuova. “ Non v’è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.”Questa la provocazione di Marinetti.


La nuova visione del mondo delle Avanguardie artistiche e di quelle politiche, che febbrilmente ricercano una terza via, nel mondo di fine belle epoque, marciano di pari passo. Non sono ricerche separate, sono le due facce di una stessa volontà di cambiamento. Sono anche le squadriste di Fiume sensuali e pronte a menar le mani, in antitesi alle suffragette.


No, il Futurismo non può essere ridotto ad originale movimento artistico che sbraita contro il “vecchio”, a mera creazione di movimento e velocità pittorica o scultorea, ad eliminazione della punteggiatura in letteratura…no signori miei…il Futurismo è la ROTTURA, è la creazione dell’uomo nuovo rivoluzionario. Per favore, non prendeteci in giro!


Il Futurismo, sin dai suoi esordi è Politica, non è certo moda o dandysmo al contrario…”Noi vogliam

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