domenica 16 Giugno 2024

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Poco più di otto secoli fa nasceva in Italia Federico II di Svevia, forse il più grande imperatore di tutti i tempi. Dopo aver vinto l’eresia e liberato la via per Gerusalemme venne scomunicato dal papa per gelosia

Federico II di Svevia, Stupor Mundi, nasceva nell’italica Jesi il 26 dicembre (secondo alcuni il 25) del 1194. Ottocentodieci anni fa. Il padre Enrico VI, figlio del Barbarossa, destinò a lui l’eredità del regno in Italia meridionale che apparteneva a sua moglie Costanza d’Altavilla. Nel 1198, anno in cui scomparve anche Costanza, Federico a soli quattro fu incoronato Re di Sicilia, Duca di Puglia e Principe di Capua. E fu affidato alla tutela del Pontefice Innocenzo III. Per lui il Papa avrebbe voluto un destino tranquillo, lontano dalla vita politica. Ma nelle vene di Federico scorreva il sangue degli Hohenstaufen. Dopo aver completato l’opera di rinnovamento del Regno di Sicilia (il più avanzato al mondo come leggi e codici civili) ricostruì l’Impero ed intraprese la centralizzazione. Nel Sud, dove si stabilì prevalentemente, combatté i privilegi dei signorotti, le imposizioni vessatorie e assicurò la sicurezza e la viabilità. Nel 1224 istituì a Napoli la Prima Università statale della storia. Diede poi vita alla Scuola Medica di Salerno. Attualizzò e rinverdì il senso sacrale dell’Auctoritas ponendolo al centro dell’intero costrutto giuridico-filosofico ed intraprese un regno di pace e di equità dando particolare vigore alla lotta all’usura. Combatté vittoriosamente gli eretici e riuscì a liberare nuovamente l’accesso a Gerusalemme che i cristiani avevano perso. Il papa, geloso e folle di rabbia, lo scomunicò per aver difeso vittoriosamente la fede ! (Qualcosa di analogo sarebbe successo sette secoli dopo nei confronti di Charles Maurras il capo dell’Action Française scomunicato dal papa per aver difeso con successo il trono e l’altare). Mecenate, protettore delle arti e delle scienze, prestigioso e ammirato imperatore, Federico morì il 13 dicembre 1250. Alla sua morte il partito guelfo, ringalluzzito, perseguitò e annientò la sua discendenza dando prova di una rabbia vendicativa assai rivelatrice. Smantellando l’architettura armonica dell’Impero svevo il papato e i suoi alleati favorirono l’individualismo, il particolarismo e l’usura gettando le basi del leviatano mondialista contro il quale oggi alzano talvolta la voce. Ma come dice il detto popolare: “chi è causa del suo mal…”

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