venerdì 23 Febbraio 2024

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Sir Carletto:  perché qui stiamo peggio che nella Perfida Albione

Le quattro ragioni della superiorità del football inglese sul nostro, dice il coach parmense, sono: la responsabilità, la pressione, gli stadi e gli arbitri. Ragione numero uno. “Qui l’allenatore è coinvolto in modo più ampio”, afferma Ancelotti nell’intervista al Daily Mail. “In Italia, sei responsabile solo per le questioni tecniche, arrivi al campo un’ora prima dell’allenamento, te ne vai un’ora dopo ed è finita. Al Chelsea sono in sede dalle nove del mattino alle cinque o alle sei del pomeriggio, guardo le squadre giovanili, controllo l’accademia, studio l’inglese, parlo con gente del club, conduco il nostro allenamento. E’ un lavoro vero, a tempo pieno e lo preferisco così.”
Ragione numero due. “Qui c’è meno pressione. In Italia sei costantemente sotto esame da parte dei giornali e delle tivù, dei fans, della società. Finisce che il football diventa la tua intera vita, non si fa altro che parlare dell’ultima partita e della prossima. In Inghilterra l’atmosfera è più rilassata, c’è la mentalità giusta, si va allo stadio per guardare la partita e poi basta”. Ragione numero tre, a proposito di stadio. “Gli impianti sono migliori. Gli stadi italiani sono vecchi, con barriere, un sacco di polizia. Qui c’è più rispetto per il coach e i giocatori. L’Italia deve migliorare”.  Ancora più importante, agli effetti del gioco, è la ragione numero quattro. “Da noi deve migliorare anche l’arbitraggio. L’anno scorso, chiesi a Pierluigi Collina, il capo degli arbitri italiani, come mai negli altri paesi gli arbitri fischiano di meno. In Inghilterra lasciano che il gioco scorra, in Italia è costantemente interrotto per ogni piccolo contrasto. Ogni contatto risulta in un calcio di punizione. In una partita media in Italia vengono chiamati all’incirca 50 falli. Qui solo una trentina. Ed è meglio così”.  Altro elemento di novità nella terra di Albione rispetto alla madrepatria, la musica negli spogliatoi. “Ero abituato ai giocatori che a volte nemmeno parlavano prima di una partita, tanto erano concentrati. Qui, invece, si ascolta la musica. E, fra l’altro, una musica di m…, il rap, scelta da Florent Malouda o Mikel. All’inizio, è stata una sorpresa e mi sembrava davvero strano, ma poi ho deciso di essere più aperto e di accettare la cosa”. Anche perché se i risultati sono questi, ovvero 7 vittorie su 7 fra Premier e Champions League, un po’ di rap che vuoi che sia?

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