giovedì 22 Febbraio 2024

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Un’operazione dei carabinieri intacca un’organizzazione che gestisce cinquanta siti di pedofilia. Oramai questa piaga sta raggiungendo dimensioni da contrabbando di sigarette. È il frutto di una cultura della sopraffazione e della difformità. Che ha radici lontanissime, e più vicine nell’ultimo mezzo secolo di état d’esprit oligarchico, mafioso e partigiano


Si e’ conclusa all’alba – con la denuncia di 96 persone ed una serie di perquisizioni e di sequestri – un’operazione dei carabinieri tesa a contrastare la pornografia minorile via Internet, con la quale e’ stata smantellata un’organizzazione che gestiva oltre 50 siti pedofili su Internet. L’operazione e’ frutto della cooperazione con l’ “I.C.E.”, una speciale forza di polizia Statunitense qualificata nel contrasto del crimine informatico: denominata “Falcon”, per la parte italiana e’ stata condotta dai militari della Sezione Criminalita’ Informatica del Reparto Operativo di Roma. I 96 denunciati, tra i 35 e i 60 anni, dovranno rispondere di detenzione di materiale pedopornografico. Non e’ escluso che per alcune di esse si possa configurare anche il piu’ grave reato di divulgazione. Le perquisizioni, eseguite contemporaneamente in ben 13 regioni italiane, precisamente Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto, hanno consentito di sequestrare personal computer, cd-rom, floppy disc e centinaia di videocassette ed ulteriore copiosa documentazione pedopornografica. Ulteriori particolari saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra’ alle 10,30 presso la sede del Ccomando Provinciale dei Carabinieri di Roma, piazza san Lorenzo in Lucina, 6.

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