venerdì 1 Marzo 2024

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ma non ancora. Clandestino boliviano arresta a Milano un anarchico no global

 

 

 

 

      E’ stato un immigrato boliviano clandestino a bloccarlo, mentre faceva esplodere un bancomat con liquido infiammabile. Così uno studente vicino ad ambienti anarchici, impegnato in quella che secondo lui era un’azione dimostrativa anti G8, è stato arrestato dalla polizia. Marco Filippo Baldini, 25 anni, ha compiuto il suo attacco giovedì mattina intorno alle 5.40, contro la filiale della Banca popolare commercio e industria di piazzale De Agostini (zona via Washington). L’esplosione è stata ripresa dal sistema di videosorveglianza.

IL FILMATO – Il ragazzo, che frequenta l’Università Bovisa, è stato ripreso in modo nitido mentre, dopo aver parcheggiato la sua bicicletta, ha versato del liquido infiammabile all’interno del bancomat e ha dato fuoco ad una miccia, causando l’esplosione del bancomat stesso. Il ragazzo, con il colto coperto da passamontagna e vestito con una maglietta verde e un bermuda militare, si è dato alla fuga, ma è stato inseguito e bloccato da un cittadino boliviano senza regolare permesso di soggiorno. Il suo intervento ha permesso agli agenti delle Volanti di arrestarlo per danneggiamento e denunciarlo per il possesso di armi: con sé aveva un coltello multiuso, mentre si era disfatto dei guanti e dell’accendino trovati poco più in là.

ALTRI DANNI – Il danneggiamento del Bancomat non è l’unico atto contro il G8 che il mondo anarchico milanese ha segno. Sempre nella stessa serata è stato danneggiato un altro Bancomat in via California. In questo caso, però, ad agire sono state due persone che oltre a danneggiare la struttura della banca Monte dei Paschi di Siena ha lasciato una scritta ben visibile: G8 sempre, G8 ovunuque. Altre scritte sono comparse in via Gola, dove c’era la sede di uno dei maggiori centri sociali di Milano. Il ragazzo arrestato non ha precedenti ma risulta già noto agli uomini della Digos perché frequenta gli ambienti anarchici della città. I poliziotti sono sulle tracce degli altri due autori del danneggiamento. Gli investigatori hanno richiesto a Vincenzo Indolfi, questore di Milano, che all’immigrato venga concesso un permesso di soggiorno per motivi umanitaridopo il senso civico dimostrato.

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