domenica 21 Aprile 2024

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I corpi speciali russi riescono a liberare la scuola occupata mettendo fine ad un incubo e ad una situazione che pareva ingestibile. Sgomenti di fronte alla viltà di chi rapisce – e soprattutto di chi fa rapire – i bambini.

Beslan, 3 set. – Forze speciali russe hanno dato il via al blitz nella scuola di Beslan, nell’Ossezia del Nord. Alle dodici e zerosei le forze speciali russe hanno liberato la scuola dove un commando armato mercoledi’ aveva preso in ostaggio centinaia di persone. Gli ostaggi erano riusciti a fuggire dopo che due violentissime esplosioni erano risuonate in mattinata. A fornire l’informazione sul numero degli ostaggi, circa 1500, e’ stata una giovane, la 27enne Zalina Dzandarova, una dei pochi tra donne e bambini lasciati andare ieri dai sequestratori, citata dal quotidiano ‘Kommersant’. “Sapete, la’ dentro non ci sono trecento persone, ma tutte insieme sono 1.500. La gente e’ costretta a giacere sul pavimento, gli uni sopra agli altri”, ha dichiarato. Un altro ex ostaggio intervistato dal giornale ‘Izvestia’, che non ne rivela le generalita’, ha confermato tale numero. “Nella scuola non ci sono meno di 1.500 ostaggi”, ha ribadito l’uomo. “I bimbi piu’ piccoli sono molto spaventati, ma si sono comportati in modo disciplinato. Del resto, se i ragazzini cominciavano a piangere, i miliziani sparavano in aria e urlavano loro di darsi una calmata. Hanno dichiarato che hanno un’unica richiesta”, ha continuato l’anonimo ex ostaggio, “che le forze federali lascino la Cecenia. In generale, quelli parlavano molto poco… l’ambiente e’ grande, vasto, ed e’ difficile sentire senza microfoni, ma quello e’ cio’ che abbiamo udito”. Dal canto suo la ragazza liberata ha raccontato: “Ci hanno suddivisi. Quelli che si sentivano particolarmente male sono stati messi nei bagni. I prigionieri maschi hanno dovuto rompere il vetro a una finestra, perche’ nella palestra dove si trovavano non c’era modo di respirare”. All’alba erano stati riavviati i contatti tra le autorita’ e il commando di guerriglieri. Prima pero’ la tregua di fatto notturna era stata rotta da un nuovo e ancora non chiarito scambio di colpi di arma da fuoco. Gli spari erano stati preceduti, poco dopo la mezzanotte ora locale, da almeno due violentissime esplosioni .


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XXI aprile 753 a.C.

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