sabato 15 Giugno 2024

Qualsiasi verità diviene antisemita

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Questo il senso della legge di “antisemitismo preterintenzionale” (che colpisce anche gli israeliti che critichino Tel Aviv) detata da Sharon e Wolfowitz e rilanciata in Italia dalla Nirenstein e da Ferrara con la benedizione di tal Gianfranco Fini

Ha fatto il giro del mondo la foto del palestinese che ha dovuto suonare il violino al posto di blocco israeliano. Bene: ora sappiamo che chi ha diffuso questa foto, o l’ha anche solo guardata, è un antisemita. I giornali (antisemiti) non hanno detto tutto: “il palestinese ha suonato di sua spontanea volontà”.


Dobbiamo la rivelazione a Fiamma Nirenstein, corrispondente da Israele per La Stampa. L’ha fatto al convegno “Antisemitismo – minaccia per la democrazia” organizzato a Roma dal Ministero degli Esteri di Fini, dal Foglio di Wolfowitz-Ferrara e dall’Anti-Defamation League. Il convegno non ha avuto solo lo scopo di smascherare gli antisemiti annidati nei media, ma di prepararsi a processarli per delitto di pensiero (“psicoreato”, in neolingua orwelliana). Il convegno romano infatti è parte di una vasta operazione di lobby, promossa dal governo Sharon, per far tacere in Europa ogni critica al suo modus operandi. In Francia è in corso un’iniziativa del genere, che sboccherà in un nuovo corpo di psico-polizia, la Direzione Centrale per la lotta all’Antisemitismo.


In Italia, si vuol far passare una legge che renda reato l'”antisemitismo”, ma soprattutto che la definizione di antisemitismo perseguibile sia la più ampia possibile. Come ha sancito il compagno Ferrara, “antisemitismo diventa antisionismo e si collega all’antiamericanismo”. Dunque è antisemita non solo chi critica Sharon (antisionismo) ma chi critica Bush e Condoleeza Rice. Ferrara ha persino ravvisato il reato di “antisemitismo


preterintenzionale”, che può essere commesso da ebrei come il direttore di Haaretz, quando dice la verità. Punibile con il carcere. E presto, quando Israele sarà ammessa nell’Unione Europea, chiunque appaia antisemita a Fiamma Nirenstein, sarà estradabile a Tel Aviv per esservi giudicato.


Ma per fortuna la legge sui cattivi pensieri non c’è ancora. Sicché ci affrettiamo a dare alcune notizie che non potrete più leggere in futuro.


Su Fiamma Nirenstein: ha sposato un colonnello dell’esercito israeliano. Ciò ne fa la giornalista più equanime e oggettiva sul conflitto israelo-palestinese? Oppure si è macchiata di antisemitismo


preterintenzionale, facendo tanto soffrire un povero ebreo? Sulla Anti-Defamation League, che ha avuto per la sua campagna l’alto patronato del Ministero degli Esteri (onorevole Gianfranco Fini): trattasi di una


entità americana filiata dal B’nai B’rith, la Massoneria riservata agli ebrei. Si può dire? E’ antisemita dirlo?


Da quando è al governo Sharon, 600 mila cittadini israeliani hanno votato coi piedi, fuggendo dalla “terra promessa” per tornare alle loro case (quelle vere) in Usa ed Europa. Se ne vanno al ritmo di 12.500 al mese.


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