lunedì 26 Febbraio 2024

Risvegliare una forza addormentata

Ricollegarsi alle idee

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Viviamo il tempo della non identità, dell’atrofia intellettuale . Per identità s’intende  non altro che il complesso di ciò che nelle branche sociali delle scienze, viene definito come concezione che una persona ha di sé stessa sul piano individuale e su quello sociale, sostanzialmente definiamo identità l’insieme di caratteristiche specifiche che rendono l’individuo unico e inconfondibile, l’insieme di queste caratteristiche, garantiscono o quantomeno dovrebbero garantire la possibilità di riconoscersi in un qualcosa di superiore .
Il tempo che viviamo oggi è volto alla rimozione di ogni barriera, di ogni confine; è chiaramente in atto una snaturalizzazione identitaria, globalizzazione ed atlantismo sono 2 dei fattori impattanti dell’odierna società .

Hegel
In questo mondialismo, l’unico modo per rimarcare la propria identità e non quello che la società di massa( frutto di quel processo industriale portato allo stremo)  porta a definire l’individuo privo di essa, visto come mero consumatore privo quindi di personalità; é nutrire intellettualmente il proprio Io, sviluppando alché la forza delle idee. Quest’ultima slegata va, dal concetto di ideologia ; poiché taluno ci dice Marx,  sussiste nel sistema concettuale e interpretativo che costituisce la base politica di un movimento, di un partito o di uno stato; nella stessa linea d’onda nella concezione borghese tale concetto sta nel complesso delle idee e delle mentalità proprie di una società o di un gruppo sociale in un determinato periodo storico. È chiaro come la visione sociale e politica filo marxista rispetto alla visione borghese siano chiaramente in antitesi, tuttavia entrambi presentano un quadro ideologico, seppur con piccole ed ovvie variazioni , aventi alla base lo stesso concetto; ecco come l’ideologia rischia d’essere un’ingessatura delle idee, una generalizzazione . É dunque necessario risalire alla base della storia dell’umanità, spiegata da Hegel tramite quelli che lui definisce circoli dialettici. Alla base della storia umane v’é infatti la netta contrapposizione fra tesi, ossia IDEA in sé, confutata in un secondo momento da un’antitesi , IDEA fuori di sé, che fa esperienza del mondo, dal confronto di tali poli opposti si arriva alla formulazione , nel momento della sintesi, di IDEA che ritorna in sé. Partente dunque da un’argomentazione iniziale, migliorata da una confutazione ed infine elaborata. Hegel mi è utile per chiarire che, bisogna risalire ai punti fermi, ai principi chiave dell’ umanità, che oggi sembrano esser soppiantati dall’ estremizzazione generale.

Risvegliare
Il voler imporre il pensiero , e dunque l’ideologia, sono i motivi per cui è bene slegare il concetto di idea a quello di ideologia , é il più ricorrente problema che persiste nei nostri giorni . 
Tale processo avviene sistematicamente in ogni  ambito, dalla televisione , dalle leggi ( fortunatamente respinte) e quant’altro. In tale marasma, bisogna dunque risvegliare una forza addormentata- e questo va bene agli occhi del grande sistema -, intrisa dentro ognuno di noi , ovvero, il coraggio delle posizioni scomode, stimolare la  scintilla che arde e fuoriesce dal nostro interno dalla contrapposizione di visioni del mondo diametralmente opposte; non aver dunque paura del confronto , dell’ esser definito  anormale , seppur nella tua normalità.
È necessario, come diceva Evola, nei suoi Orientamenti, possedere il lusso di avere un carattere, sviluppare l intransigenza di un’idea; ed ecco perché l’idea si pone spiritualmente in un gradino superiore rispetto all’ideologia, questo può esser lucidamente analizzato nella crisi ideologica della società, quello che accade è un’ imposizione ideologica da parte di quelle fazioni dominanti facenti parte della nuova classe borghese, basti vedere all’impatto mediatico che negli ultimi anni hanno riscontrato la tematiche gender, woke, femminista, la questione eco ambientale, e chi più ne ha più ne metta .
Fattore principale per il quale oggi sentiamo ripetutamente ribadire “l’ideologia é morta”, non mi sento di confermare, bensì sono convinto che essa sia tutt’al più anestetizzata, succede ciò perché privata della propria  libertà.

Situazione paradossale
La più grande vittoria, per i più, ottenuta dopo il secondo conflitto mondiale, o altri eventi come la Rivoluzione francese , è la conquista della democrazia, secondo la quale ognuno è libero di professare la propria, sempre che non si sfoci nell’opposto contrario. É chiaro come però tale sistema viene applicato quando fa comodo. Come scriveva Orwell, nella Fattoria degli Animali, Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono uguali più altri , metaforicamente ad oggi questo concetto lo si può applicare all’idea. Mi spiego, ci sono idee, quelle innocue che vengono accettate, al contempo, l’idea diversa non va bene , ed è bene che ciò venga compreso dal popolo.

Partire dai punti fermi e andare oltre
In conclusione, tornando alla fisionomia morale ed intellettuale dell’ uomo anti-borghese, egli per definirsi tale deve far altro che partire dai punti fermi, dal mito, il quale contraddistingue la cultura europea, vedi il mito di Iliade, di Ulisse , di Roma, di Berlino, e da taluni trarne insegnamento ( ad esempio il mos maiorum) apprenderne e comprenderne il significato ed escogitare metodi per rendere essi attuabili nella propria persona, nella speranza di sviluppare un’idea trasversale e verticale, anziché  orizzontale e piatta. 
Questa risulta esser ad oggi l’unica strada percorribile per uscire da un vortice omologante , nel quale è impossibile mantenere  salda la questione identitaria. Tali mie espresse posizioni, e non solo mie, ritenute dalla massa, come estremamente radicali, si pongono in quella che è la società odierna , in realtà come ardita avanguardia impopolare.

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