giovedì 22 Febbraio 2024

Salviamo Nerone!

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Il grande imperatore condannato alla damnatio memoriae perché intaccava i privilegi 

Titolo dell’Ansa di qualche giorno fa: “Domus Aurea SOS mecenati”.
A fronte dei complessi lavori per mettere in sicurezza la residenza di Nerone dalle infiltrazioni di acqua, e dei costi per sostenere questo meritorio progetto (circa 4 milioni di euro l’anno per 5 anni), l’interesse dei privati è infatti ancora basso. In 6 mesi – conferma la Soprintendenza – attraverso il crowdfunding sono stati raccolti solo 15 mila euro, dei quali la maggior parte dai biglietti per le visite guidate (un euro a visitatore), e meno di 4 mila dalle donazione volontarie via web. 

Eppure la Domus Aurea meriterebbe maggior consapevolezza, essendo il lascito straordinario di un imperatore la cui figura è stata condannata a una damnatio memoriae, sovraordinata rispetto alle sue reali responsabilità. Nerone non fu un incendiario, né un sanguinario, e la leggenda nera che lo perseguita è la creazione di una primordiale macchina del fango a cui contribuirono storici come Svetonio e Tacito. Anzi, la storiografia recente riconosce i meriti in campo amministrativo ed economico di un uomo che si batté contro le oligarchie.

Dal 4 maggio, al Manzoni di Milano, torna in scena (sottotitolato in inglese per gli ospiti stranieri di Expo) Nerone. Duemila anni di calunnie: un testo tratto dall’omonimo saggio di Massimo Fini che ho scritto con Edoardo Sylos Labini, che ha curato la regia e ne è anche l’interprete principale, il cui intento è di restituire dignità a una personalità tanto complessa. In questo senso, salvare la Domus Aurea è il mezzo migliore per reintegrare la memoria di Nerone. Proponiamo quindi di fare la nostra parte di privati, devolvendo una quota dei ricavi dei biglietti dello spettacolo. L’ideale sarebbe fare un matching grant col Mibact. Ministro Franceschini se ci sei batti un colpo.

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