lunedì 4 Marzo 2024

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Chi il Foro ferisce di “foro” perisce

Piero Marrazzo ha lottato per due giorni negando l’evidenza per non dover ammettere le sue “debolezze private”. Poi, spinto dagli eventi, ha dovuto cedere: si è autosospeso accettando un percorso che lo dovrebbe portare alle dimissioni per la fine dell’anno. Le pressioni della maggioranza sul governatore, travolto dalla bufera di un video hard e ricattato da quattro carabinieri in carcere, si erano fatte più intense quando i fatti sono diventati certezze. L’exit strategy concordata: autosospensione dalla carica, delega delle funzioni al vicepresidente Montino, dimissioni per gennaio. Sospesi anche i benefit, auto blu compresa e indennità. Per arrivare al voto a marzo, come previsto. E non far precipitare il Pd subito in una campagna elettorale che sarà all’ultimo sangue.
Una scelta che non ha precedenti in altre Regioni, che trova immediatamente numerosi contrari nel Pdl ma soddisfa tutto lo stato maggiore del Pd. Il senatore Andrea Augello chiarisce: “Mi riesce difficile accettare un pasticcio istituzionale in cui Montino diventa presidente della Regione senza alcuna investitura elettorale popolare”.
Gli fa eco Francesco Storace, già governatore del Lazio: “Una buffonata. L’autosospensione del presidente della Regione Lazio e la cessione dei poteri al vicepresidente non stanno in nessun articolo dello statuto regionale. Montino potrà sostituire assessori? Promulgare leggi? Effettuare nomine? La risposta è no”. Il Pd, compatto ieri nel dimostrare solidarietà a Marrazzo, e unito oggi nel giudicare positiva la scelta del presidente autosospeso. Il pressing è perché si faccia da parte definitivamente.
Una considerazione: per accettare l’inciucio d’alemiano i democristiani volevano e vogliono due teste: quella di Marrazzo e quella di Vendola…
Ricordiamo inoltre che il primo atto di Marrazzo, non appena insediato, fu di far sgombrare il Foro 753. Chi il Foro ferisce, di foro perisce…

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