venerdì 19 Aprile 2024

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La Libia di Gheddafi pronta ad assassinare Abdullah, il principe ereditario saudita. Il tutto sotto la direzione attenta degli Usa.
Già il libro di Blondet (Osama Bin Mossad) aveva rivelato importanti scenari oscurati dai media di regime a livello mondiale.

Complotto contro i sauditi imbarazza gli Usa


NEW YORK. Prendendo la parola di fronte al tribunale di Alexandria, in Virginia, l’eritreo Abdurahman Alamoudi si è detto colpevole di aver tentato di orchestrare l’assassinio del principe ereditario saudita Abdallah grazie a circa un milione di dollari di fondi libici. La dichiarazione di Alamoudi, 52 anni, e la rivelazione da parte del «Washington Post» di alcuni dei documenti centrali dell’inchiesta consentono di ricostruire quanto avvenuto a partire dal 1 marzo del 2003 quando a Sharm el-Sheik ebbe luogo un arroventato incontro fra i leader della Lega Araba sull’incombente intervento militare Usa in Iraq. I convenuti al summit non trovarono alcuna intesa, furono le liti ed i disaccordi a tenere banco fino allo scontro più duro fra il leader libico Muammar Gheddafi ed il principe ereditario dell’Arabia Saudita. A seguito di questo scontro i servizi sergreti di Tripoli avvicinarono Alamoudi chiedendogli aiuto per organizzare l’omicidio di Abdallah. Il complotto viene alla luce a seguito di due arresti: i sauditi fermano il colonnello dell’intelligence libica Mohammed Ismael mentre, lo scorso agosto, all’aeroporto londinese di Heatrow Alamoudi viene bloccato in mano una valigetta contenente 340 mila dollari ricevuti dall’ente di beneficienza libico «World Islamic Call Society». Le indagini condotte da britannici, americani e sauditi accertano che Alamoudi era il tramite di ingenti trasferimenti di valuta ricevuti da Tripoli e consegnati a due oppositori sauditi rifugiatisi da anni in Gran Bretagna: Saad Fadiq e Mohammed Massari. Grazie ai legami conservati in Arabia i due riuscirono a creare una rete logistica e ad ipotizzare le circostanze per realizzare l’assassinio ma l’arresto del colonnello libico sventò il complotto, innescando le indagini che hanno portato al processo dei confronti di Alamoudi.

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