martedì 16 Aprile 2024

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Rispettare le ultime volontà di Arafat? Giammai! L’ente israeliano che si occupa della gestione dei beni dei palestinesi (è proprio così, non è uno scherzo) ha confiscato un piccolo pezzo di terra di proprietà di Arafat, a Gerusalemme, per impedire che lì si potesse costruire la sua tomba. Vogliono isolarlo anche da morto

PARIGI. Il leader palestinese Yasser Arafat è proprietario di un piccolo lotto di terreno, appena 13 metri quadrati, nei pressi del Monte degli Ulivi a Gerusalemme Est, ma il terreno è stato confiscato dall’amministrazione israeliana. Lo riferisce l’agenzia France Presse.


Arafat ha ereditato il terreno dalla famiglia, originaria di Gerusalemme. L’ente israeliano incaricato di gestire i beni palestinesi dopo la guerra del giugno 1967 lo ha requisito «per l’assenza del proprietario».


Tredici metri quadri non bastano certo per una villa, ma sono sufficienti per una tomba. Arafat, 75 anni, da venerdì scorso si
trova ricoverato in una clinica presso Parigi, per il deterioramento delle sue condizioni di salute. Più volte ha espresso il desiderio di essere sepolto, a tempo debito, a Gerusalemme Est, sulla Spianata delle Moschee.


Ma per il premier israeliano Ariel Sharon, non se ne parla proprio: «Finchè sarò al potere, e non ho intenzione di dimettermi, Arafat non sarà sepolto a Gerusalemme», ha detto.


Gli israeliani temono che i funerali di Arafat si trasformino in una gigantesca manifestazione di nazionalismo palestinese, e non vogliono che la sua tomba diventi un luogo di pellegrinaggio. In particolare sulla Spianata delle Moschee, che considerano luogo santo perché fu il fondamento sul quale si ergeva il tempio di Erode, distrutto dai Romani nel 70 dopo Cristo.

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