sabato 15 Giugno 2024

Trent’anni dai trenta tiranni

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Assurda, ingiusta, illogica, la condanna impartita a Luigi Ciavardini per Bologna.
Perchè si continuano ad ignorare le piste che conducono al cuore dello stragismo ?

La condanna a trent’anni di reclusione impartita a Luigi Ciavardini dalla Corte d’Appello di Bologna è incredibile, assurda, ingiusta.


Come noto Ciavardini era stato condannato una prima volta a Bologna, in un processo parallelo a Mambro e Fioravanti perchè “sospettato” di aver trasportato fisicamente l’esplosivo. La Cassazione aveva rigettato quella sentenza stabilendo l’assenza di Ciavardini da Bologna quel 2 agosto 1980. Approntata in fretta e furia una Corte d’Appello bis, la Magistratura bolognese lo ha condannato ancora, per complicità morale. Ci troviamo di fronte ad un accanimento fuor dal comune e ad una logica persecutoria che calpesta i fondamenti del diritto.


Attendendo l’intervento della Cassazione non ci resta che domandarci: perchè tanto furor cieco ? L’assoluzione di Ciavardini avrebbe probabilmente rimesso in discussione la condanna comminata a Fioravanti e Mambro i quali, malgrado il cinismo, l’amoralità e l’egoismo di cui han costantemente dato prova, sono certamente innocenti della strage. Condannati per essa, e miracolosamente in libertà, condizione in cui godono dell’interesse perverso di certa intelligentia borghese e del mondo dello spettacolo, i due fungono involontariamente da diga ad altre indagini, ben più serie.


A suo tempo fu depistata ed incagliata un’indagine bolognese che si era indirizzata sulla cosiddetta Superloggia di Montecarlo (un intreccio oscuro di finanza, industria, politica e società segrete). Successivamente, presi con le mani nel sacco, i dirigenti dei servizi segreti militari italiani (e il loro regista della Cia) furono condannati esclusivamente per “calunnia”. Nel costruire il depistaggio avevano depositato in uno scompartimento di un treno lo stesso esplosivo utilizzato per la strage di Bologna e ciò prima che la perizia tecnica venisse effettuata. Come sapevano che quello era l’esplosivo ? Nessuno se lo è chiesto, né vuol chiederselo.


Se il fanatismo puritano di marca veterocomunista che predomina in Bologna non facesse loro coprire gli occhi, gli inquisitori e le famiglie delle vittime potrebbero arrivare alla verità. Smettendola di dar per scontata l’illogica e antiostorica matrice “fascista” della strage e andando a cercare seriamente gli stargisti laddove sono.


Si accontentano invece di capri espiatori che non hanno nulla da perdere oppure, com’è il caso di Ciavardini, che non hanno santi in paradiso.


E le vittime restano senza giustizia.

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