domenica 21 Aprile 2024

UdE: Olimpia e Rivoluzione Italiana

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Note dalla Provenza

Colored

Come si è svolta l’Università d’Estate 2004, dal 16 al 19 settembre in provincia di Viterbo.
Mentalità, spirito, gare, contenuti.

Come lo scorso anno: chi non c’era non può capire perché non esistono parole che consentano di comunicare le sensazioni vissute.


Agonismo, sudore, fatica, gioia, superamento dell’individuo, percezione assoluta del Noi: il tutto all’interno di ognuno dei clan nei quali si sono distribuiti i partecipanti all’UdE in logica trasversale, non assecondando, cioè, le appartenenze di comunità che abitualmente producono un amalgama assai relativo, bensì miscelando e creando appartenenze nuove, al di sopra delle linee di demarcazione verticale.



Il fuoco di Olimpia



Come lo scorso anno il tema di fondo è stato Olimpia. Un braciere acceso all’inaugurazione e spento solo alla fine dell’UdE ha campeggiato al centro del sacro e gioioso spiazzo che faceva a sua volta da centro dell’intera manifestazione.


Ogni clan partiva da un punto cardinale. Ad est il clan dedicato alla cultura militante, nel nome di Adriano Romualdi, aveva una maglia bianca e un arciere sul petto ad indicare la freccia della conoscenza. A sud il clan dedicato all’arte rigeneratrice, nel nome di Tommaso Marinetti, indossava una maglia rossa e sul petto una mano che impugna un martello, indice della forza devastante di rigenerazione. Ad ovest il clan dedicato alla riscossa sociale, nel nome di Filippo Corridoni, portava una maglia blu e sul petto una ruota dentata, simbolo della partecipazione organica. A nord il clan dedicato alla militia, in onore di Alessandro Pavolini, vestiva una maglia nera con al petto l’elsa del gladio in posizione di riposo a contrassegnare la calma padronanza di sé.


Le sfide: fune, peso, fionda, staffetta, rugby, maratona.


Per la cronaca i giochi sono stati vinti dal clan Corridoni proprio sul filo di lana con il punteggio della maratona che è stata comunque dominata, in campo sia maschile che in campo femminile, dal clan Pavolini.



Gerarchie impersonali



I capi comunità, gli animatori storici, su esplicita richiesta, hanno assunto responsabilità di clan ma per il resto si sono lasciati guidare dagli organizzatori dell’intera manifestazione i quali, in numero di otto, erano dei giovani che non rivestono responsabilità locali e che, spesso, sono quotidianamente subordinati a quegli stessi che in quei due giorni h

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XXI aprile 753 a.C.

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