giovedì 22 Febbraio 2024

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La Casa dello Studente sicura aveva troppi pochi posti letto per essere attivata: non conveniva

Da due anni a L’Aquila era pronta una nuova Casa dello Studente, nei pressi della scuola della Guardia di Finanza a Coppito divenuta il quartier generale delle operazioni di soccorso. Una struttura, il Casale Marinangeli, che non è stata danneggiata dal terremoto di una settimana fa, in grado di ospitare subito 35 persone e altre 35 in un’altra ala in via di completamento.
Non era conveniente. Una struttura che però non è mai stata utilizzata dagli studenti perché, come spiega l’assessore comunale con delega alla Città universitaria, Luca D’Innocenzo, presidente uscente dell’Adsu
?ci siamo subito resi conto che attivare i servizi per soli 35 posti non sarebbe stato conveniente. L’incidenza dei costi sul singolo posto letto era troppo alta se non si poteva sfruttare la residenza al completo?. Mentre il costo annuale di un posto letto nella casa dello studente a via XX Settembre si aggirava sui tremila euro annui, l’incidenza pro-capite a Casale Marinangeli avrebbe superato i 4.500 euro. ?Per questo motivo – ha detto D’Innocenzo – abbiamo valutato che la soluzione non sarebbe stata praticabile, così come non si poteva pensare alla realizzazione di una casa dello studente a Roio Piano, perchè mancano collegamenti e servizi?

Il progetto era stato approvato nel 2000 dal consiglio comunale e finanziato l’anno successivo dalla Giunta regionale attraverso l’Ater: prevedeva la realizzazione di una palazzina che avrebbe ospitato 70 posti letto. Secondo le stime iniziali, i costi si aggiravano su 1,5 miliardi di lire. I lavori sono stati portati avanti nei cinque anni successivi, con il completamento del primo dei due lotti, con la metà dei posti disponibili. L’Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) aveva preso contatti con il Comune – nel periodo di passaggio di consegne tra l’ex sindaco Biagio Tempesta e l’attuale primo cittadino Massimo Cialente – per valutare la possibilità di utilizzare quei posti letti. Ma l’operazione non era stata giudicata economicamente conveniente.
Rifugio di senzatetto. Per realizzare sia Casale Marinangeli che la casa di Roio Piano l’Ater aveva ricevuto nel 2001 un finanziamento complessivo di 5 miliardi, ma nessuna delle due case è stata compiuta. A frenare i lavori di Casale Marinangeli è stata l’insufficienza di fondi.
?Abbiamo comunque effettuato un sopralluogo insieme all’ingegner Vittorio Fabrizi del Comune – ha spiegato D’Innocenzo – per studiare la possibilità di trasferire lì gli uffici dell’Adsu?. Da allora, in oltre due anni, nulla di fatto. La struttura è rimasta abbandonata e vi si rifugiava qualche senzatetto che, di tanto in tanto, riusciva ad entrare dalle finestre. ?Ora, però – ha detto D’Innocenzo – il centro potrebbe essere un buon punto da cui ripartire?.
Al momento del sisma i posti letto messi a disposizione dell’Adsu erano 261. La sede di via XX Settembre contava 119 posti a cui lo scorso anno si erano aggiunti altri 80 alloggi ricavati all’interno dell’ex convento dei Gesuiti, in via Camponeschi, i cui danni sono ancora da valutare. Inoltre, l’azienda era riuscita anche a garantire 61 posti in residenza diffusa, attraverso dei contratti di affitto in vari appartamenti della città.

 

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