lunedì 26 Febbraio 2024

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Ugo Maria Tassinari: ecco perché parlo a Bergamo malgrado la messinscena di qualche mio compagno

‘Trovo molto grave il continuo, pressante, ossessivo tentativo di vietare un libero confronto tra intellettuali con motivazioni capziose – sottolinea dal canto suo il giornalista e saggista Ugo Tassinari – Mi era già accaduto a Torino l’anno scorso, quando, dopo che gruppi di antifascismo militante avevano organizzato presidi, manifestazioni e scontri con le forze dell’ordine in un clima da anni ’70, avevo dovuto rinunciare a partecipare al convegno ‘Destra Radicale da opposta prospettiva’. Successe poi a Roma, addirittura all’università, quando venne annullata una conferenza sulle generazioni 1968 e 2008 a confronto organizzata a Tor Vergata dal Blocco Studentesco”.
”Ho una storia politica ben precisa, ma da giornalista e scrittore di sinistra che ha studiato per anni il mondo della destra radicale in Italia, oggi sorrido se mi si dice che nel nostro paese esiste un pericolo neofascista”, dice ancora Tassinari, autore tra l’altro di ‘Fascisteria’, ‘Naufraghi’ e ‘Guerrieri’, una vera e propria trilogia sulla storia della destra in Italia. ”Piuttosto – spiega – vedo un’estrema sinistra marginale e incapace di iniziativa, che si ancora a logiche identitarie: da un lato quella giustizialista e dall’altro riesumando l’antico totem dell’antifascismo militante. Logiche del tutto inadeguate alla battaglia politica e culturale da intraprendere”.
”Quanto a Bergamo, la città che ha negato una strada alla memoria di una vittima della mafia, Peppino Impastato, l’idea che si possa ‘vietare’ l’utilizzo di una sala per un confronto sulle idee tra uomini liberi solo perche’ è intitolata a un antifascista è assurda: apre la strada al negare l’agibilità politica ai ‘fascisti’. E’ come dire vietiamo ai fascisti di parlare in tutte le città medaglia d’oro della Resistenza. Un paradosso fuori dal tempo. Ai colleghi giornalisti poi vorrei dire una cosa: come si fa a chiedere libertà d’informazione per i giornalisti se non c’è liberta di parola per tutti? Su questo li invito a riflettere”.

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