lunedì 4 Marzo 2024

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Per non dimenticare Tienanmen, ma neppure Praga, Bagdad e Guantanamo

Alla vigilia del ventesimo anniversario della repressione del movimento studentesco il 4 giugno 1989, il gruppo delle Madri di Tiananmen ha pubblicato un appello per un riesame di ciò che accadde sulla piazza. Quella sanguinosa tragedia è stato “un crimine del governo contro il popolo”, si legge nel documento, per il quale le Madri rivolgono al Comitato Centrale dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il parlamento cinese, tre richieste. “Che il Comitato Centrale costituisca un comitato di inchiesta per condurre un’indagine indipendente e equa dell’incidente, rendere noti i risultati all’intera nazione, compresi il numero e i nomi delle vittime. Che il Comitato Centrale disegni e adotti una ‘Legge di compensazione per le vittime dell’incidente del 4 giugno’, per compensare le vittime e le loro famiglie secondo la legge. Che il Comitato Centrale affidi il caso all’Ufficio della Procura per investigare la tragedia del 4 giugno, individuare i responsabili e perseguirli secondo la legge”. “Le nostre richieste si riassumono in tre parole: verità, compensazione e responsabilità” ha detto Zhang Xianling, numero due dell’organizzazione e firmataria del documento insieme ad altri 127 membri. Ad essi sono stati aggiunti i nomi di 20 madri già decedute senza poter vedere i risultati della battaglia che combattono da anni. Venti anni sono passati, ma la radiografia della Cina fatta dal lato delle vittime è quella di un paese malato, la cui malattia è peggiorata negli anni. Il paese è monopolizzato da una “cospirazione tra capitale e privilegi basati sul potere”, dicono le Madri, che controlla le risorse della nazione con il solo obiettivo di fare profitto. “Attraverso venti anni di coperture e inganno, il governo ha fatto dell’intera società una bella scatola vuota, piena solo di ostentazione, indifferenza, e depravazione ma priva di giustizia, onestà, tolleranza, responsabilità…” si legge. La sola cosa che interessa al Partito è “la determinazione a non perdere il potere assoluto”. Tale determinazione allontana il governo da qualsiasi concessione nei confronti della popolazione civile: l’ultimo esempio è la severa persecuzione dei firmatari della Carta 08. Di fronte alla volontà di oblio del governo, le famiglie delle vittime si sono organizzate per cercare la verità da sole. Finora le loro indagini hanno permesso di rendere pubbliche le storie di 195 persone morte per mano dell’esercito nel giugno 89. un lavoro incessante, iniziato nel 1990 e portato avanti nonostante le minacce e le repressioni. Madri come Ding Zilin e Zhang Xianling sono ripetutamente poste sotto sorveglianza, sono state incarcerate nel 2004 e sotto costante ascolto da parte della polizia. “Ma siamo determinate ad andare avanti, è un dovere verso i nostri figli e le nuove generazioni” dice Zhang. Ogni anno le Madri pubblicano un documento del genere di quello trasmesso oggi. “Le richieste sono sempre le stesse dal 1995, ma di recente abbiamo proposto un metodo di lavoro al governo: siamo pronte affinché si affrontino prima le questioni meno delicate, sulle quali c’è meno controversia politica, come la pubblicazione dei nomi e la compensazione delle famiglie. In seguito e con più tempo si potrà affrontare il problema delle responsabilità e la punizione dei leader di allora che ancora rimangono in vita” secondo Zhang Xianling. Per il momento, come ogni anno, il governo non risponde. Zhang è di nuovo sotto sorveglianza a partire da martedì e fino al 5 giugno. Altri personaggi coinvolti negli eventi di Tiananmen hanno ricevuto trattamenti simili: Bao Tong, il segretario di Zhao Ziyang che ha trascorso 7 anni in prigione dopo l’89, è stato allontanato da Pechino ieri, condotto in una zona turistica a sud del paese in cui resterà fino al 7 giugno, ha detto il figlio.

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