lunedì 4 Marzo 2024

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Las almas del alma de España

Il 20 novembre 1936, a quattro mesi dall’inizio della guerra civile, veniva fucilato ad Alicante, “davanti a quel mare azzurro come la sua camicia” José Antonio Primo de Rivera, l’anima poetica e rivoluzionaria della Spagna rinascente.
Nello stesso giorno cadeva in combattimento a Madrid il comandante anarchico Buenaventura Durruti, figura di primo piano del vitalismo superomista e della causa sociale. Combatteva una guerra su due fronti: contro gli insorti nazionali e contro i comunisti che, secondo la convinzione comune, lo uccisero alle spalle per eliminare uno dei principali ostacoli all’epurazione anti-anarchica.
Una vulgata racconta persino che Durruti stesse meditando un rovesciamento di fronte ma non è un’ipotesi molto credibile, sia perché l’altro schieramento, quello franchista, non avrebbe concesso gli spazi necessari agli anarchici sia perché non risulta alcun passaggio in Durruti dall’universo di classe all’idea di nazione. C’è una straordinaria concordanza nella concezione sindacal-rivoluzionaria che avvicina Durruti alle Jons di quel Ramiro Ledesma Ramos che era stato assassinato tre settimane prima, il 29 ottobre – anniversario della fondazione della Falange – dagli alleati di Buenaventura, ma questo non consente d’immaginare molto di più.
Trantanove anni più tardi, il 20 novembre del 1975, si spegnerà nella capitale Francisco Franco, il vincitore della guerra civile spagnola e di quelle sanguinose contese interne ai due fronti che lo storico inglese Hugh Thomas avrebbe definito “storia di due controrivoluzioni”. Il Caudillo fu uno statista astuto, esperto, machiavellico e pratico. Dopo averlo incontrato a Hendaye, il 24 ottobre del 1940, Hitler disse che avrebbe preferito andare dal dentista che parlargli di nuovo.
Fu capace in seguito di cucire alleanze sghembe, altalenando tra campo tedesco, americano e inglese senza però rinunciare ad ambizioni africane e latinoamericane per una Spagna che si riprendeva dalla guerra civile; si mosse con vedute spregiudicate fino al punto da favorire rapporti ufficiosi con Castro e Guevara. Istituì un regime clerical-militare di stampo nazional-conservatore che da un lato ridiede salute economica alla nazione e determinò un  rilancio del risparmio e dall’altro affossò le spinte vitali che si manifestavano da sponde opposte nella Spagna del XIX e XX secolo.
Con una disinvoltura propagandistica notevole Franco verrà seppellito accanto a José Antonio in quel momunentale Valle de los Caidos, voluto proprio dal Caudillo, dove riposano spagnoli caduti su ambo i fronti.
Il 20 novembre, come una vera e propria data del Destino, accomuna nel trapasso tante espressioni diverse della Hispanidad. Las almas del alma de España.

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