lunedì 4 Marzo 2024

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Il saggio ministro: guidare dopo due bicchierini si può

          Il ministro dell’Agricoltura Luca Zaia insiste: “Bisogna finirla di considerare ubriaco chi beve due bicchieri: è in atto una criminalizzazione del vino che non ha senso alcuno e che sta uccidendo uno dei comparti più pregiati del made in Italy”. Ma l’Istituto superiore di sanità replica: basta poco alcoll per ubriacarsi, l’evidenza scientifica lo prova. Zaia. In un’intervista a Quattroruote, il ministro dell’Agricoltura entra di nuovo nel dibattito sui limiti di tasso alcolemico per chi guida, attaccando i sostenitori della tolleranza zero: ?Non credo nella cultura del proibizionismo – commenta il ministro – il limite attuale, 0,5 grammi di alcol per litro di sangue è ragionevole e stradigerito dall’opinione pubblica, entro questi livelli si è sobri e perfettamente in grado di guidare. Corrisponde a due bicchieri di un vino che abbia non più di 11 gradi, diciamo uno spumante o un rosso non strutturato”.Zaia invita quindi a guardare con attenzione le statistiche sugli incidenti: solo il 2,09 per cento è causato da guidatori in stato d’ebbrezza, gente ben al di sopra dello 0,5: “Non vedo perché dovrei rinunciare a bere con intelligenza e moderazione, solo perchè ci sono irresponsabili che si ubriacan”?, spiega Zaia. “E perché non si guarda con altrettanta severità – conclude il ministro – alle altre cause degli incidenti? Vogliamo parlare del fumo o dei farmaci che danno sonnolenza? Degli antistaminici che migliaia di italiani prendono in primavera per combattere le allergie? O dei tranquillanti? Temo siano più pericolosi dei fatidici due bicchieri, ma nessuno se ne occupa”.L’Iss: con due bicchieri si è già a rischio. “Il ministro Zaia dice che con due bicchieri non si è ubriachi, invece l’evidenza scientifica insegna che, in relazione a determinate caratteristiche individuali, lo stato di ebbrezza si raggiunge anche con modiche quantità di bevande alcoliche”. Lo afferma Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio sull’alcol dell’Istituto superiore di Sanità (Iss). “Il concetto di base, come afferma l’Oms – spiega Scafato – è che alla guida non esistono livelli sicuri di consumo alcolico, l’unica indicazione è non bere; già con lo 0,2 di alcolemia, infatti, si comincia a perdere la visione laterale. Sono messaggi importanti che il ministero della Salute ha portato avanti per tanti anni nella campagna “Se guidi non bere”. A livello 0,5 di alcolemia – conclude Scafato – il rischio di mortalità per un incidente alcol-correlato è tre volte superiore a chi non bene o beve meno di un bicchiere di bevanda alcolica. Perciò se mi chiedono se con due bicchieri si può guidare devo dire no, lo 0,5 è un livello che lo stesso Parlamento europeo ci chiede di abbassare”.”Chi considera ubriaco un cittadino che ha bevuto un bicchiere di vino a cena pecca di proibizionismo e fallisce il bersaglio. Si può fare di più e lo si può fare educando al buon bere e insegnando quel ‘modello mediterraneò, alternativo al bere per sballarsi, cui faceva riferimento, appena due anni fa, lo stesso direttore Scafato”, ha replicato Zaia. “Che Scafato si metta d’accordo con se stesso – aggiunge Zaia -. Del resto, la scienza ci dice anche che un moderato consumo di vino, ha effetti benefici sul cuore e sul sistema cardiovascolare”.

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