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Meglio morto che storpio PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Giovedì 28 Ottobre 2004 01:00

Paura della propria diversità, della pietà ipocrita degli altri, di non trovare più stimoli nella vita; tutto questo deve aver spinto un 57enne a scegliere la morte piuttosto che la vita da disabile. Non sorprendiamoci: é logica conseguenza in una società sempre più legata al materialismo e all'apparire.

TERMOLI (Campobasso)- E' morto, ucciso da una gravissima forma di diabete, dopo aver rifiutato l'amputazione del piede. Un cinquasettenne di Termoli ha preferito andare incontro al suo destino piuttosto che subire la grave menomazione. Alcuni giorni fa i medici, viste le sue precarie condizioni di salute, avevano cercato di convincerlo a sottoporsi a un intervento chirurgico urgente che gli avrebbe salvato la vita, ma l'uomo ha negato l'assenso.

IL COMA E POI LA MORTE - Ricoverato da alcune settimane nell'ospedale «San Timoteo» di Termoli, davanti ai medici che gli hanno presentato il documento da firmare, l'uomo, pensionato con invalidità civile, ha rifiutato categoricamente e solo qualche ora più tardi è entrato in coma. Si è spento dopo un paio di giorni, senza riprendere conoscenza. I funerali saranno celebrati in giornata.
 
Playback PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Mercoledì 27 Ottobre 2004 01:00

Nella società dell'immagine e della finzione, succede anche questo: una cantante è stata beccata a cantare in playback ad un suo concerto. é subito scappata via, ma il giorno dopo cercava di ironizzare sull'accaduto per apparire serena. The show must go?

WASHINGTON,27 OTT- Ashlee Simpson, in ascesa nel firmamento della musica pop, rischia di essere rovinata da un errore che ha svelato il suo playback.La cantante ha abbandonato il palco dopo che il suo batterista ha premuto il tasto sbagliato facendo partire la registrazione di un'altra canzone. La cantante, sorpresa, e' fuggita dal palco. La Simpson, ieri a Las Vegas durante la consegna dei Radio Music Awards, ha ironizzato sull'incidente ma secondo alcuni critici la sua carriera e' gia' finita.
 
Olé PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della sera   
Martedì 26 Ottobre 2004 01:00

Al ristorante con il toro. Solo che non funge da bistecca ma da improvvisato avventore

Una cena movimentata, da un toro, che ha fatto irruzione in un ristorante seminando il panico. Alla fine, con qualche leggero contuso tra i clienti in fuga, è finita meglio di quanto si potesse temere. Tra i clienti del ristorante «La Divina», a Mignano Montelungo in provincia di Caserta, c'era anche un gruppo di avvocati che stava mettendo a punto uno statuto di un'associazione in via di costituzione. All'improvviso - raccontano - hanno visto un toro che incornava la porta d'ingresso. Sono bastate un paio di testate dell'animale per spalancarla e la serata ha preso una piega inattesa.
HA ANNUSATO LE PORTATE - Il toro è entrato nella sala ed ha iniziato ad annusare tutte le portate che si trovavano sui tavoli. Poi, disturbato dal fuggi fuggi generale, ha cominciato a caricare sedie, divani e quant'altro capitava al suo passaggio. I quindici avventori ed i proprietari del ristorante hanno trovato rifugio ai piani superiori ed hanno così potuto chiedere aiuto ai carabinieri ed al 118.
Alcuni clienti, infatti, si sono sentiti male, qualche altro nella fuga ha riportato contusioni. Dopo due ore di lavoro dei vigili del fuoco e di un veterinario dell'Asl, l'animale è stato addormentato e riconsegnato al proprietario, un allevatore che vive poco lontano dal ristorante ed al quale il toro era sfuggito.

 
Fondamentalismo alitaliano PDF Stampa E-mail
Scritto da France Presse   
Lunedì 25 Ottobre 2004 01:00

Equipaggio dell'Alitalia impedisce a passeggero egiziano di fumare l'ultima sigaretta prima dell'alba di un giorno di Ramadan

Una lite si è scatenata domenica subito prima dell'alba durante un volo della compagnia Alitalia fra l'equipaggio e un passeggero egiziano che insisteva per fumare un'ultima sigaretta prima d'intraprendere il digiuno quotidiano del Ramadan.

 
Guerra di Troia PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della sera   
Lunedì 25 Ottobre 2004 01:00

L'armata americana, tra un funerale e l'altro, si sollazza da sola. E se gli iracheni li hanno ridotti in mutande, loro, per par condicio se le tolgono.

WASHINGTON - Tre soldatesse americane sono apparse senza veli su un sito web molto cliccato dai militari dell'esercito.Il Pentagono ha aperto un'indagine, per verificare se effettivamente le foto ritraggano militari dell'esecito Usa combattenti in Iraq. Il sito porno, specializzato in immagini osé scattate da dilettanti, vanta ben 31 mila abbonati, un terzo dei quali, secondo quanto sostiene il responsabile sono soldati. Due delle tre presunte soldatesse sarebbero addirittura identificate con nome e cognome accanto alle immagini. Pare che le immagini di una delle soldatesse, con degli indumenti addosso, fossero apparse in passato su un sito web del Pentagono dedicato a foto di militari Usa in vacanza.

 
Bonzi, non gonzi PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Domenica 24 Ottobre 2004 01:00

Più che il distacco poté la bella vita. Monaci buddisti tailandesi in manette per i continui schiamazzi da orgia etilica.

BANGKOK - La trasgressione alberga, magari inespressa, in tutti: persino nei bonzi, almeno quelli thailandesi.
Alcuni monaci buddhisti di un tempio di Ratchaburi, villaggio nella parte occidentale di Bangkok, sono stati arrestati su denuncia degli abitanti della zona, che non ne potevano piu' dei loro schiamazzi, ha detto oggi la polizia. All'inizio, i tranquilli abitanti del villaggio thailandese non capivano cosa stesse succedendo, non sapevano a chi attribuire il vociare, gli scoppi di risa sgangherate, che stranamente sembravano provenire dalla direzione del tempio, ma vicino alle loro case.
Poi, man mano, i dubbi si sono sciolti, e si e' rivelata l'impensabile realta': a disturbare la quiete del villaggio erano proprio loro, un gruppo di monaci, ha raccontato il comandante di polizia Annop Nuamnaka.
I bizzarri bonzi sono stati sottoposti ai tutti i test possibili: sono risultati positivi, cinque alle anfetamine, uno a quello dell'alcool. Ubriaco fradicio.
Gli anomali monaci sono stati non solo espulsi dagli inorriditi responsabili del tempio, ma 'spretati' per sempre. La Thailandia e' un paese al 95% buddhista, nel quale i bonzi godono di grande rispetto.

 
Bin Laden for president PDF Stampa E-mail
Scritto da Age   
Domenica 24 Ottobre 2004 01:00

Il fantomas del XXI secolo viene paracadutato nella campagna presidenziale americana. Bush è accusato di non volerlo prendere. E dove si troverebbe ? In Pakistan, il principale alleato degli americani nel mondo islamico, ovviamente.

ROMA - Ancora l'ombra di Bin Laden sulle elezioni presidenziali americane: dopo le critiche lanciate ieri dal candidato democratico John Kerry all'Amministrazione Bush ("Fossi stato alla Casa Bianca, lo avremmo già preso"), John Lehman, un esperto militare americano, assicura che il Pentagono sa esattamente dove si trova lo 'sceicco del terrore' ma non può catturarlo perché i rischi politici di un intervento militare in territorio pachistano sono eccessivi. Secondo l'esperto, le cui dichiarazioni sono state riportate questa mattina dal quotidiano La Stampa, Bin Laden si trova infatti nel Waziristan del Sud, regione "piena di talebani e di membri di al Qaida". Il presidente pachistano, generale Pervez Musharraf, sta "cercando di applicare la legge, ma è cirondato da persone che non sono d'accordo con lui, ed è già sopravvissuto a tre tentativi di omicidio", fa notare Lehman, che conclude: "Questo non è l'Afghanistan, dove c'era collaborazione e potevamo intervenire: alla fine lo prenderemo, ma non ora". In un discorso elettorale tenuto a Reno nel Nevada, Kerry aveva accusato il presidente George W. Bush di aver permesso la fuga del capo di al Qaida affidandosi ai "signori della guerra" afgani per dare la caccia all'arciterrorista nelle caverne di Tora Bora, alla fine del 2001. "Come è stato possibile fidarsi di loro", ha detto Kerry, "quando si ha a disposizione la Decima Divisione di Montagna, il Corpo dei Marines e tutta la forza e l'abilità dei militari meglio addestrati del mondo?". "Io li avrei usati", ha aggiunto lo sfidante democratico, "e avrei continuato a impiegarli fino alla cattura e all'uccisione di Osama bin Laden. Questo significa agire con durezza".

 
L'indotto dell' "affare Iraq" PDF Stampa E-mail
Scritto da Gazzetta del Sud   
Domenica 24 Ottobre 2004 01:00

Un ex ministro accusa Blair di essersi inventato le prove sulla presenza in Iraq delle ormai famose armi di distruzione di massa. Peccato non averlo detto prima dell'aggressione all'Iraq. Ma all'epoca l'ex ministro riceveva ancora lo stipendio dal Governo; preferibile quindi uscire ora allo scoperto e rimpinguare le proprie tasche con i guadagni di un bel libro-accusa.

LONDRA – Ancora una volta la Gran Bretagna con il fiato sospeso per la sorte di un ostaggio ed ancora una volta Tony Blair sotto pressione per l'Irak. Mentre su tutte le prime pagine dei giornali ieri campeggia il volto disfatto e rigato dalle lacrime di Margaret Hassan, l'ex ministro Clare Short sferra un duro colpo al premier accusandolo di aver deliberatamente ingannato il Parlamento ed il Paese sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein nel tentativo di giustificare una guerra che era stata già decisa a Washington. Clare Short era ministro per gli aiuti internazionali e lo scorso anno se ne è andata dal governo proprio perchè contraria alla guerra in Irak. Adesso, come spesso fanno i protagonisti della politica britannica quando perdono il posto, ha dato alle stampa il suo diario. Il libro, intitolato «A honourable Deception?» (un inganno onorevole?) non è ancora uscito, ma The Independent ne sta anticipando i brani più interessanti. Ed è certamente una lettura indigesta per Blair. L'ex ministro afferma di aver visto i rapporti dei servizi segreti sull'arsenale iracheno e sostiene che le esagerazioni sulla minaccia reale e incombente rappresentata dalle armi vietate di Saddam Hussein sono state fatte da Downing Street e non dagli 007. Inoltre rivela che anche i ministri più fedeli a Blair avevano non pochi dubbi sull'opportunità di invadere l'Irak. Le accuse di Clare Short sono molto gravi. Se venisse provato che effettivamente Blair ha mentito al Parlamento sostenendo che era necessario affrontare subito la minaccia «concreta ed incombente» delle armi di distruzione di massa irachene mentre sapeva che tali armi non esistevano più, le sue dimissioni sarebbero inevitabili. Per ora Blair non ha replicato alle affermazioni della Short, come non ha fatto alcun commento al drammatico video diffuso da al Jazeera nel quale Margaret Hassan, l'operatrice umanitaria sequestrata martedì in Irak, ha chiesto piangendo ai britannici, e in particolare a Blair, di favorire il suo rilascio ritirando le truppe dall'Irak. Non c'è da stupirsi del silenzio del primo ministro, del resto espressamente richiesto dal marito iracheno della donna, visto che lo sforzo generale in questo momento è quello di far arrivare ai sequestratori il messaggio che Margaret ha poco e niente a che vedere con la Gran Bretagna, a parte la cittadinanza. Non solo è nata in Irlanda, ma da 30 anni vive e lavora in Irak, paese del quale ha anche la cittadinanza. Denis Caillaux, il segretario generale di Care International, l'associazione di volontariato con la quale la donna lavora, ha rilasciato ad al Jazeera un messaggio nel quale chiede ai rapitori di «capire che è una irachena». Non che questo sia un salvacondotto, ma potrebbe aiutare, anche se da parte del governo ad interim iracheno non c'è alcuna disponibilità a trattare con i sequestratori, come ha detto il premier Iyad Allawi in un'intervista a Fox Tv. «Dobbiamo restare estremamente fermi e intransigenti sul fatto che porteremo i terroristi dinnanzi ai tribunali», ha affermato assicurando che si sta facendo tutto il possibile per liberarla. Intanto rimane un mistero l'identità dei sequestratori. Secondo fonti dei servizi segreti che hanno analizzato il video non dovrebbe trattarsi di integralisti islamici, come nel caso dell'ostaggio inglese Ken Bigley rapito e decapitato dal gruppo del giordano al Zarqawi. A questa conclusione sono giunti notando che nella registrazione la donna appare con il capo scoperto, non indossa la tuta arancione che, secondo il gruppo, è simbolo delle sofferenze dei membri di al Qaida incarcerati a Guantanamo ed è diventata parte del macabro rituale di morte inscenato dai terroristi. Questi indizi fanno sperare che Margaret Hassan sia prigioniera di un gruppo di estortori alla ricerca di un riscatto, anche se non si può escludere che possa essere ceduta da questi ad organizzazioni militanti. 

Satana, protettore dei marinai PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Domenica 24 Ottobre 2004 01:00

Un marinaio inglese potrà praticare riti satanici a bordo della Royal Navy. La libertà di religione prevede anche questo. Evidentemente "Dio ha stramaledetto gli inglesi"...

LONDRA, 24 OTT - Un sottufficiale della Royal Navy britannica ha avuto il via libera a praticare la propria religione a bordo della fregata Cumberland. Nulla di stravagante, se non fosse che la religione di Chris Cranmer e' il culto di Satana. Con l'autorizzazione del comandante, Cranmer puo' ora praticare rituali satanisti a bordo, ed ha anche il diritto di essere sepolto secondo rituali tipici della 'Chiesa di Satana', qualora fosse ucciso. Il sottufficiale ha 24 anni e da 4 serve nella Royal Navy.
 
Il prezzo dello sballo PDF Stampa E-mail
Scritto da tgcom.it   
Sabato 23 Ottobre 2004 01:00

Anche Elton John ha rischiato di non cantare più per l'uso eccessivo di marijuana. Lo racconta, in amarcord, il cantante rock sicuro che questo "com'ero alternativo" sia pagante nel mondo sensazionalista a pochi centesimi del "grande fratello"

Erano gli anni Ottanta, era l'Australia, era il divorzio dal Renate Blauel. Ed era la marijuana. Elton John ne fumava così tanta che a un certo punto della sua vita anche la voce ne risentì in maniera seria. "La prima cosa che mi disse il medico fu 'Stai fumando molta erba, vero?" ha confessato la star al "Daily Express". "Io rimasi di stucco e gli chiesi, 'come fai a saperlo?". Dopo allora John si sottopose a un'operazione per continuare a cantare.

Secondo il tabloid il cantante si diede pesantemente al fumo di cannabis quando viveva in Australia negli anni Ottanta, dopo il suo divorzio da Renate Blauel. Nel 1987 subì un intervento chirurgico, e all'epoca lo giustificò con un'infezione alle corde vocali. A vent'anni di distanza però, Elton John ha detto che fu l'eccesso di marijuana a causargli problemi, in particolare la formazione di piccoli polipi che furono rimossi dal chirurgo.

Il medico disse che "lo aveva capito dalla voce roca e bassa" e spiegò al cantante "che la cosa peggiore che poteva fare era fumare marijuana". Dal giorno dell'operazione Elton sostiene che la sua voce è diventata "più profonda, ha più risonanza ed è più forte". "Una volta ero un pianista che cantava" spiega, "oggi sono un cantante che suona il piano".

 
Voleva emulare Fidel ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Sabato 23 Ottobre 2004 01:00

Ciampi nel farsi applicare un pace maker ha scelto l'anestesia locale. Per non farsi oscurare sulle prime pagine dal premier cubano ?

"Il presidente sta benissimo, ha gia' parlato con i suoi collaboratori, ha letto i giornali ed ha fatto colazione": dal Quirinale lo staff di Ciampi rassicura sulle condizioni di salute del Capo dello Stato al quale stamane, in un ospedale romano (di cui non viene fornito il nome) e in anestesia locale, e' stato impiantato un pacemaker. La notizia e' stata data da una breve nota del Quirinale alle agenzie e ai TG, poco dopo le 11. "Un piccolo intervento programmato da tempo" dicono i collaboratori di Ciampi "per correggere quello che i medici definiscono 'un lieve disturbo nella conduzione elettrica cardiaca'". Ciampi tornera' al Quirinale "al piu' presto", forse gia' stasera. Lunedi' sara' in ufficio e martedi' riprendera' le udienze gia' programmate. Stamane, dopo l'intervento, Ciampi ha parlato direttamente con i suoi collaboratori alla presidenza della Repubblica: voce normale, allegra. La moglie Franca e' con lui. "Ha letto i giornali e ha fatto colazione (con biscotti e marmellata)" aggiungono i suoi collaboratori. Il 12 maggio scorso il presidente della Repubblica si fratturo' la clavicola destra cadendo sui gradini del suo appartamento al Quirinale. Al 'Celio' venne sottoposto a radiografie e gli venne prescritto un breve periodo di riposo.

 
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