mercoledì 21 Febbraio 2024

Franceschini è un razzista

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Se vinco Touadi sarà mio vice perchè è nero.

Sara’ il deputato Pd Jean Leonard Touadi, nato in Congo e in Italia dal ’79, il vicesegretario di Dario Franceschini, se l’attuale segretario Pd vincera’ le primarie. Lo annuncia lo stesso Franceschini spiegando di aver scelto Touadi “per la sua storia, perche’ e’ un politico di livello e anche perche’ e’ nero, non voglio essere ipocrita”.

“Bisogna sfidare culturalmente la destra e svegliare il nostro paese perche’ l’Italia – aggiunge – e’ gia’ una societa’ piena di nuovi italiani e una delle battaglie piu’ importanti e’ prendere coscienza che siamo una societa’ multietnica e rompere il legame tra criminalita’ e immigrazione”. Touadi sarebbe, in caso di vittoria di Franceschini alle primarie, il primo vicesegretario di colore di un partito in Italia.

Ma non e’ nuovo alla politica visto che nel 2006 Walter Veltroni lo nomino’ assessore alle Politiche Giovanili ed e’ deputato dal 2008. ”Ho sempre evitato – ha spiegato Touadi – di entrare nel gioco che trasforma gliimmigrati in folklore ma e’ chiaro a tutti che non sono nato a Trastevere. Dal ’79 ho fatto una scelta d’amore per l’Italia che non deve temere la novita’ dell’innesto di culture.

Mi sento, come gia’ accadde quando divenni assessore, un privilegiato e oggi accetto la proposta impegnativa e coraggiosa di servire il Pd in un momento cosi’ delicato per la democrazia in Italia”. Touadi e’ dall’86 cittadino italiano e dopo 3 lauree ha fatto il giornalista conducendo per anni su Rai Due ‘Un mondo a colori’, e il professore universitario presso l’universita’ di Tor Vergata. “Una provocazione, in senso buono, alla societa’.

Una scelta che testimonia la capacita’ di leggere i mutamenti profondi della nostra societa’”. Jean Touadi, il vicesegretario indicato da Dario Franceschini in caso di vittoria nella corsa alla guida del Partito democratico, commenta cosi’ l’investitura ricevuta dall’attuale leader dei democratici.

“Fare scelte di rottura e di innovazione e’ buona politica”, ha detto il deputato del Pd sottolineando che “il mescolamento delle culture e’ un argomento arrivato a un punto maturo con l’irrompere della diversita’, anche grazie alla tecnologia, in ogni casa. Questa e’ la cifra della contemporaneita’”. All’aspirante vicesegretario, che ha parlato ad un convegno del Pd sulle riforme, non e’ mancato nemmeno il senso dell’umorismo: “Non posso dire che sono rosso perche’ tanto non si vede”.

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