martedì 27 Febbraio 2024

Le bestie di Sion

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Giocavano a calcio con le teste di chi ammazzavano, poi si facevano fotografare o riprendere e vendevano foto e video. Terroristi arabi? No, l’esercito israeliano sui palestinesi. Quanto ancora beatificheremo la loro “civiltà” democratica?

GERUSALEMME – Un ufficiale aveva scoperto i soldati mentre si accanivano sui corpi e li aveva puniti, rimproverandoli aspramente: “Non siete degli animali”. I membri di un’unità combattente che aveva appena ucciso alcuni “terroristi palestinesi”, prima disposero accuratamente in fila le loro teste tagliate, poi si misero in posa per la foto ricordo. Non pago, un soldato si fa fotografare mentre infila nella bocca di una di quelle teste la sua sigaretta appena accesa.

Dalla Valle del Giordano alla striscia di Gaza, da Hebron a Nablus: la piccola disgustosa geografia della vergogna di Tsahal – acronimo di Tsva Haganà Le Israele, cioè Armata di difesa di Israele – è apparsa oggi in prima pagina sul quotidiano conservatore Yedioth Ahronoth, il più popolare di Israele. Con immagini e titoli che gridano indignazione: “Documenti orribili”.

Altra foto ricordo, stavolta a Gaza, l’anno scorso, con cadavere di poliziotto palestinese da esibire come trofeo di guerra. Poi, le foto si vendono a mezzo Euro l’una. Il commercio è florido, vanno a ruba anche i video. Di un civile palestinese sappiamo che per sua disgrazia si era trovato troppo vicino ad un tank con la stella di David. Dal carro armato non ci pensano due volte: lo uccidono a bruciapelo. Dopo un’ispezione sul corpo, scoprono che era disarmato. Abbiamo fatto questo nel timore che ci attaccasse, si giustificheranno più tardi i soldati.

Dimenticando di aggiungere che, subito dopo, quel corpo di vittima innocente l’avevano issato su un veicolo, l’avevano portato alla base e ci avevano “giocato”.

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