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Note
UdE - Punto Zero PDF Stampa E-mail
Scritto da UdE   
Martedì 07 Settembre 2004 01:00

... il programma completo ...

UNIVERSITA’ D’ESTATE

 

Nell’Alto Lazio, in provincia di Viterbo, nei giorni di 17 - 18 - 19 settembre 2004 si svolgerà la 5a edizione dell' Università d'Estate "Punto Zero".

 

Spiegare il senso dell’Università d’Estate sarebbe superfluo. Il valore di una simile occasione d’incontro, di confronto, di arricchimento, di conoscenza, d’intercambio è notorio ed ha prodotto notevoli frutti in questi anni.

 

Qui ci limitiamo ad una descrizione telegrafica e sommaria esposta dai giovani organizzatori dell’edizione 2004.

 

Punto Zero indica il momento di incontro di tutta la comunità e la presentazione dei progetti finora realizzati.

Punto Zero è il momento di aggregazione di chi ancora cerca un luogo di azione.

Punto Zero è un momento di Arrivo/Partenza sul cammino tracciato nelle precedenti U.D.E. e verso le future U.D.E.

Il programma prevede la divisione in Clan dei partecipanti con momenti sia di confronto agonistico, sia di dibattito sulle figure che caratterizzano i Clan; sono inoltre previsti due concerti (venerdì e sabato). Durante l'U.D.E. sarà attivata una birreria e una cucina, per il pernotto i posti sono in tenda o, su prenotazione, in pensione a prezzi modici.

 

 

VETRINA NON CONFORME

 

All'interno dell' U.d.E. verrà realizzata e resa fruibile a tutti una mostra permanente dal titolo" Vetrina non conforme" nella quale verranno presentati progetti e iniziative di ogni tipo,dalle occupazioni alle cooperative, da no reporter a trifase, ai dvd di Polaris che i partecipanti all'U.d.E. hanno posto in essere in questi anni e in particolare negli ultimi mesi.

Tutto questo e' stato ideato non soltanto per dare una cassa di risonanza maggiore a queste iniziative, ma soprattutto per concretizzare sull'esistente quel fascio di forze sinergiche che il circuito dei partecipanti all'U.d.E. tendono a rapprese

 
Antifa... ah ah ah! PDF Stampa E-mail
Scritto da Guy Montag   
Giovedì 08 Luglio 2004 01:00

Nonostante le minacce fatte ai padroni dei locali, continua vittoriosa la tourné canadese dei ZetaZeroAlfa.

Gli antifa canadesi, inviano mail di minacce ai padroni dei locali dove sono in programma i concerti dei ZZA.

Nonostante questo i concerti non solo hanno luogo regolarmente, ma si moltiplicano.

Eia eia ...

 
Gli Zetazeroalfa in Canada PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Martedì 29 Giugno 2004 01:00

È partito il 29 giugno per la volta del Quebec il gruppo musicale d’avanguardia per antonomasia. Si esibirà nelle città canadesi di lingua francese nel quadro di un intercambio culturale fondato sul nichilismo creativo e sull’attivismo realista. Vive le Québec !

È partito il 29 giugno per la volta del Quebec il gruppo musicale d’avanguardia per antonomasia. Si esibirà nelle città canadesi di lingua francese nel quadro di un intercambio culturale fondato sul nichilismo creativo e sull’attivismo realista. Vive le Québec !

 
Campagna per la libertà di lettura su INDYmedia! PDF Stampa E-mail
Scritto da CASAPOUND   
Sabato 12 Giugno 2004 01:00

Finalmente una battaglia di libertà, di civiltà. Il media libero e orizzontale per eccellenza deve essere fruito in maniera libera e orizzontale... quindi propagandate e diffondete questa utile campagna!!!

Basta censure su Indymedia!

Cari Camerati, tutti leggiamo indymedia... spesso i nostri arguti commenti vengono censurati o vengono censurati commenti avversari che potrebbero tornarci utili...

Se non volete sbattervi a cercare nello sterminato archivio dei commenti censurati

ecco una piccola avvisaglia:

una volta cliccato l'indirizzo del post appare in alto nella barra dell'indirizzo...

ad esempio:

http://italy.indymedia.org/news/2004/06/567755.php

cancellate il .php finale e sostituite la data

(quindi dopo lo / di news/)

con il seguente codice

hidden.php?id=

lasciando il numero seriale della pagina fino ad avere la seguente stringa d'indirizzo:

http://italy.indymedia.org/news/hidden.php?id=567755

Visualizzerete direttamente il post con tutti i commenti nascosti....

Viva la libbbertà.

Saluti da CASAPOUND

 
Canzoni dalla politica: quanta tristezza PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Giovedì 20 Maggio 2004 01:00

Riportiamo di seguito gli inni di Forza Italia e dello schieramento Ulivista

Quanta tristezza:

Forza alziamoci

il futuro è aperto entriamoci

e le tue mani unite alle mie

energie per sentirci più grandi - grandi

Forza Italia mia che siamo in tanti a crederci

nella tua storia un'altra storia c'è

la scriveremo noi con te

e Forza Italia

per essere liberi

e Forza Italia

per fare e per crescere

e Forza Italia

c'è il grande orgoglio in noi

di appartenere a te

ad una gente che

rinasce con noi

nella tua storia un'altra storia c'è

la scriveremo noi con te

e Forza Italia

è tempo di credere

dai Forza Italia

che siamo tantissimi

e abbiamo tutti

un fuoco dentro al cuore

un cuore grande che

sincero e libero

batte forte per te

Forza Italia con noi !

e.......

Non senza qualche emozione, riportiamo dai giornali il testo del nuovo inno del centrosinistra

di Bardotti-Bacalov, "Tutti insieme", canta Il Coro

Abbiamo scarpe per camminare / abbiamo sogni da cantare / su questa strada sconquassata e lunga / ma la speranza non finisce mai / Ci vuol pazienza, ce n'è da fare / con tante cose da cambiare / ma testa dura e cuore sulla bocca / senza paura adesso tocca a noi / Tutti insieme nel mondo di domani / e là nessuno indietro resterà / se non è come te / Tutti uniti a fare una canzone / con chi è capace di volare tra pace e libertà / Abbiamo in tanti la sensazione / che sono anni di cartoni / un fritto misto di televisione / e tutto il resto non esiste più / Invece vivi e fai progetti / coi ragazzini e coi vecchietti / a chi promette solo mari e monti / non fare sconti adesso conti tu

 
Pupo: sono pronto a tenere concerto per popolo iracheno PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Sabato 24 Aprile 2004 01:00

Lo ha dichiarato il cantante toscano nel corso di un'intervista ad Al Jazeera, ospite a sorpresa della conferenza stampa con la quale Pupo ha presentato il suo nuovo disco "L'equibrista".

"Sono pronto a tenere un concerto in Iraq - ha detto il cantante a Imad Al Antrash, lo stesso inviato che ha visto il video dell'uccisione di Fabrizio Quattrocchi - ma non voglio fare uno spettacolo per le truppe italiane, piuttosto un vero e proprio concerto per la gente dell' Iraq mi auguro che i soldati italiani tornino a casa il più presto possibile e che gli iracheni si trovino quanto prima nelle condizioni di poter assistere a un concerto, magari il mio, che sarebbe così un'occasione per far conoscere la musica italiana".

 
Musica non Conforme: Casette o Castelli? PDF Stampa E-mail
Scritto da Perimetro.com   
Sabato 17 Aprile 2004 01:00

Rupe Tarpea Produzioni

Nulla di Nuovo sotto il Sole - si dice, ed è una frase con cui si sottintende che le apparenze e le modalità della rappresentazione non ci debbono ingannare: esse potranno pure variare ma la sostanza del processo è là, immutabile. Dunque ogni tempo ha le sue regole e le sue modalità, ma queste appartengono prettamente al dominio della manifestazione e della forma. Ed è indubbio che in questi ultimi anni ciò che sta divenendo dominante è il segno, nelle sue molteplici forme, da quelle effimere del messaggio radiotelevisivo, ad un riemergere confuso della necessità dei simboli, quasi un bisogno ancestrale di tornare ad una origine archetipica. In tutto questo il dominio di ciò che è impatto estetico della rappresentazione ha totalmente debordato, arrivando a permeare ogni aspetto dell'esistenza umana, tanto quasi da non accorgersi di essere invasi in ogni frangente da un bombardamento continuo di suoni, immagini, segni, impulsi elettronici, che hanno l'effetto di stordire, deviare, stancare. Se dovessimo considerare questa saturazione come una sorta di scorza dura che ci allontana sempre di più dalla nostra vera essenza certo non andremmo molto lontano dalla realtà… tuttavia questa è la nostra condizione, lo scenario in cui ci muoviamo e rispetto al quale ci dobbiamo relazionare…
... e su cui in definitiva -salvo un comprensibile desiderio di ritirarsi dal mondo- siamo chiamati ad agire. Lo scenario delle nostre esistenze è dunque quello del mondo della rappresentazione, della società dell'immagine e dell'infinito flusso informativo: tecnicamente possiamo astrarci da esso oppure accettarne il confronto, confronto in cui va in ogni caso sempre presupposta una lotta personale "per la ricerca di senso"…

Se quindi è vero che l'immagine, il look, l'effetto, l'apparenza, la sensazione hanno assunto un ruolo dominante rispetto alla sostanza, e se è al ri-erompere della sostanza nel mondo delle apparenze che miriamo, una chiave di azione decisiva può senza meno essere l'arte. Arte in quanto linguaggio, elemento di riconnessione tra sostanza ideale e realtà, dove sta a noi COSA dire ed il COME dirlo.

Se perciò mi si chiedesse personalmente quale sia lo "scopo sociale" dell'arte, risponderei che oltre ad essere un balsamo per lo spirito, occasione di divertimento e quant'altro a livello personale, essa certamente può e deve avere lo scopo di educare, di indirizzare, di creare percorsi di re-integrazione, di generare linguaggi capaci di ridisegnare l'esistente e di correggere il gusto del "pubblico". Per di più l'arte per sua natura è potenzialmente anticipatrice di fenomeni di mutazione più vasti, e non è affatto un caso che spesso ai cambiamenti politici siano stati preceduti da movimenti artistici. In questi casi l'arte ha saputo essere avanguardia, ha saputo cogliere il momento o meglio prevenire i tempi, intuire la mutazione se non talora darle forma e corpo.

L'arte - seppur da tempo impoverita e ridotta quasi a merce - ha a ben vedere scopi tuttora alti, nascosti dal gran rutilare dei suoni e delle immagini usa e getta, dalla sua smaterializzazione in impulsi elettronici sempre più incalcolabilmente veloci. Ma è tutto li: la capacità mitopoietica di creare riferimenti ideali, la funzione etica di indirizzo, il ruolo di termometro dei tempi, la capacità di generare segni e diffondere segnali ne rimangono il connotato fondamentale…

Arte PUO' dunque essere concetto-forza, e l'artista, superando la tentazione solipsistica dell'individualismo fine a se stesso può divenire la voce di una comunità, di un movimento, di un sentire diffuso.

Finora abbiamo parlato astrattamente di "arte" ma tale concetto va senz'altro inteso nel suo senso più ampio, trovando poi nella prassi della realizzazione la giusta gerarchia dei pesi. Indubbiamente c'è arte e arte, ma sicuramente giova avere una visione estensiva del concetto.

Come esempio particolare del senso che può avere in prospettiva una specifica f
 
Vecchioni, non cantero' 'Marika' per molto tempo PDF Stampa E-mail
Scritto da AdnKronos   
Giovedì 15 Aprile 2004 01:00

Il cantante a 'Batti e Ribatti'

Roma, 26 mar. - (Adnkronos) - ''Io ho il diritto di scrivere la canzone 'Marika', gli altri hanno il diritto di non ascoltarla. La mia piccola liberta' la metto al servizio della liberta' degli altri''. Cosi' Roberto Vecchioni risponde a Pierluigi Battista, nel programma ''Batti e ribatti'', in onda questa sera alle 20.30 su RaiUno a proposito della polemica nata sul suo brano dedicato a una donna kamikaze, che il cantautore ha deciso di non eseguire nella sua tournee.

''Alla base della decisione -spiega Vecchioni- c'e' un conflitto tra etica e passione. La mia passione e' inferiore all'etica comune. Io ho il diritto di scrivere questa canzone ma gli altri hanno il diritto di non ascoltarla. Quindi io la mia piccola liberta' la metto al servizio della liberta' degli altri. Forse non rimettero' Marika per molto tempo in concerto'', dice il cantante. E quando Battista gli ricorda che ''i giovani ebrei della comunita' milanese hanno detto che a Gerusalemme e' Madrid tutti i giorni'', Vecchioni risponde: ''Ho parlato con i giovani ebrei milanesi e ho rispettato la loro opinione. Anche se mi permetto, visto che rispetto
le opinioni degli altri, che sono leggermente diverse i due tipi di bombe. Gli effetti sono ugualmente tremendi, ma cambia l'origine''.

 
Anche nella scultura tutto è chiaro PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Martedì 30 Novembre 1999 01:00

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Dopo l'antichità c'è solo il fascismo

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