Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Aprile 2019  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
  1  2  3  4  5  6  7
  8  91011121314
15161718192021
22232425262728
2930     

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Alterview
Roma, allarme bomba al McDonald's PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Giovedì 20 Maggio 2004 01:00

Sono stati trovati dentro un borsone davanti all'esercizio della catena americana di via Tiburtina. Sono stati fatti brillare dagli artificieri

Un borsone grigio, semiaperto, dal quale si intravede un fornello da campeggio, ha fatto scattare un allarme bomba davanti al McDonald's di via Tiburtina, a Roma. Sul borsone una scritta: "Sabotaggio contro l'impero". All'interno c'era unordigno incendiario. In una seconda valigia è stata trovata un'altra bomba. Entrambi confezionati artigianalmente, potevano esplodere, ma sono stati subito disinnescati. Si segue la pista anarchica.

Il primo ordigno infatti sarebbe stato confezionato utilizzando circa un centinaio di grammi di polvere pirica del tipo usata per caricare le cartucce da caccia, mentre il secondo con un quantitativo leggermente superiore. Secondo gli esperti dell'Arma, comunque, i due ordigni avrebbero potuto procurare solo "lievi danni". Il secondo ordigno era dentro una valigia tipo trolley rigida. Nella zona, circondata da un cordone di sicurezza, sono precauzionalmente giunti anche i vigili del fuoco del nucleo Nbcr, che possono far fronte ad ogni eventualità.

Essendo ordigni incendiari,è stato sottolineato, se fossero esplosi avrebbero infatti causato una fiammata, seguita da una leggera detonazione. Una prima valutazione degli investigatori dei carabinieri fa ritenere che il ritrovamento delle borse sia stato soprattutto "un gesto dimostrativo" e che con molta probabilità i due ordigni non siano stati confezionati per esplodere.

La procura di Roma ha avviato un'inchiesta: fabbricazione di ordigno esplosivo con finalità di terrorismoè il reato per cui procedono gli inquirenti. Il fascicoloè attualmente al vaglio del responsabile del pool antiterrorismo Franco Ionta in attesa di essere delegato ad un sostituto. La pista dell'antagonismo legata ad ambienti anarchiciè quella presa in considerazione dagli investigatori.

 
Sudafrica: Aids satura i cimiteri PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Giovedì 20 Maggio 2004 01:00

Le città sudafricane non hanno più spazio sufficiente nei cimiteri per seppellire i morti di Aids. Lo riferiscono funzionari cimiteriali. A Durban il terreno necessario per le sepolture nell'ultimo decennio è raddoppiato. A Pretoria lo spazio disponibile nei cimiteri sarà esaurito entro il 2009. A Cape Town c'è spazio solo per i prossimi due anni. Anche a Johannesburg le autorità comunali stanno allestendo "super-cimiteri".

Il Paese ha un numero di sieropositivi e casi di Aids conclamato che arriva a 5,3 milioni (su 45 milioni di abitanti). Qualche giorno fa, gli amministratori di Durban, la più grande città dello stato di KwaZulu-Natal, hanno detto in un comunicato che il terreno necessario per le sepolture nell'ultimo decennio è raddoppiato. Nella capitale, Pretoria, gli amministratori riferiscono che tutto lo spazio disponibile nei cimiteri sarà esaurito entro il 2009.

Quelli di Cape Town sostengono invece che hanno spazio solo per i prossimi due anni. A Johannesburg le autorità comunali stanno allestendo "super-cimiteri". Questo fenomeno sta facendo superare la resistenza della comunità nera per la cremazione, normalmente associato con le fiamme dell'inferno. Ma è ancora solo l'1 per cento della popolazione nera a scegliere questa modalità.

 
Mettiamoci tutti a minimizzare sulle morti dei civili palestinesi assassinati: lo chiede Israele. PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Giovedì 20 Maggio 2004 01:00

Abberrante comunicato del ministero degli esteri israleliano, che in maniera allucinata fa riferimenti giustificativi per i propri massacri alla Carta dell'Onu, dimenticando forse la risoluzione dell'Onu stessa che dispone il ritiro degli israeliani dai territori occupati.tratto da ebraismoedintorni.it

In conformità alle leggi sui conflitti armati, prendere di mira un terrorista deve essere considerato una misura eccezionale, ma uccidere un nemico combattente durante un conflitto è permesso, a meno che questi non si arrenda prima. Un combattente è un bersaglio legittimo se egli è parte della “catena di comando”, che si trovi o meno coinvolto attivamente in un combattimento al momento in cui è ucciso. Questa catena di comando può includere comandanti, chi prende le decisioni, organizzatori di campagne e altri. Un individuo che recluta attentatori suicidi, che prende decisioni tattiche o strategiche su azioni terroristiche rientra certamente nella categoria della catena di comando del terrorismo.

Il diritto internazionale non richiede in alcun modo che si arresti un nemico combattente, anche se un’azione del genere sarebbe certamente permessa. Questa misura, inoltre, comporterebbe il rischio sostanziale di un danno maggiore sia ai civili sia al personale della sicurezza. Questo rischio è da ritenere una considerazione legittima quando si prende la decisione di colpire direttamente un terrorista.

Sia la Carta dell’ONU sia le leggi che regolano i conflitti armati contengono delle clausole sull’autodifesa che si possa colpire un terrorista combattente nella zona in cui è in corso un conflitto armato. Il diritto internazionale riconosce il diritto e il dovere di uno stato di proteggere i propri civili. Le circostanze di un conflitto armato implicano una serie di standard e di regole che differiscono da quelle che riguardano periodi di non belligeranza. Per esempio, la necessità di un processo o di un procedimento giudiziario del nemico combattente non esiste necessariamente durante un conflitto armato. Pertanto, il termine “extra giudiziale” (nel senso di esterno a un procedimento giudiziario) è una definizione incorretta e pregiudiziale dell’azione, e irrilevante per circostanze di conflitti armati, come nel caso in questione, che riguarda la campagna di terrorismo contro Israele e i suoi cittadini.

In base al diritto umanitario internazionale, tuttavia, sono richieste alcune azioni, come quella di minimizzare, laddove possibile, le vittime civili collaterali e di accertarsi, nella maniera più certa possibile, dell’identità del combattente e della natura della sua attività. Ma allo stesso tempo, il nascondersi tra la popolazione civile non offre al terrorista l’immunità dall’attacco, ed è di per sé una gravissima violazione delle umanitarie.

Ministero degli Esteri Israeliano – Sezione di Diritto Internazionale – Dipartimento Informazione e Internet
 
Veli o Veline? PDF Stampa E-mail
Scritto da fonte: FDA 19/5/04   
Giovedì 20 Maggio 2004 01:00

Non si placano in Francia le polemiche sulla famosa circolare che proibisce, a partire da Settembre prossimo, l’ostentazione di simboli religiosi nella Scuola di Stato, Laica e Repubblicana.

In pratica e soprattutto, le studentesse musulmane dovranno levarsi il foulard dalla testa ed eventualmente il velo per recarsi a scuola.

Una delle principali associazioni di mussulmani “francesi” la FNMF, per bocca di tale Mohammed Béchari, arriva a minacciare non tanto velatamente (!): la circolare sarà causa di tensione tra genitori mussulmani e insegnanti. Un altro islamista residente Oltralpe “consiglia” ai Presidi di applicare con saggezza la circolare ministeriale, mentre il CFCM (consiglio francese del culto musulmano), unione delle varie entità islamiche in Francia, assicura: a Settembre forti tensioni e promette che difenderà a spada (scimitarra?) tratta tutti gli allievi che verranno sanzionati ed espulsi. Era meglio l'autunno caldo.
 
«Solo l'idrogeno potrà salvarci» PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della Sera   
Giovedì 20 Maggio 2004 01:00

Jeremy Rifkin, celebre economista-futurologo americano, lancia il suo grido d’allarme. «Tocca all'Europa dare forza a un nuovo sogno per l'umanità. La rivoluzione energetica riguarda anche la democrazia»

ROMA - Soltanto una «terza rivoluzione industriale», capace di unire la produzione di energia «pulita» e informatica, potrà salvare l'umanità da immani catastrofi «naturali» nel prossimo futuro. Sembra la locandina del film «L'alba del giorno dopo» (nei cinema anche in Italia il 28 maggio), invece è uno scenario preso molto sul serio dall'economista americano Jeremy Rifkin, presidente della Foundation of Economic Trends e autore di libri nei quali viene analizzato l'impatto del progresso su ambiente ed economia, invitato in Italia dai Verdi.

CAMPANELLO D'ALLARME - «Qualcuno vedendo il film dirà questa è un'esagerazione, ma è invece un campanello d'allarme. Si deve andare oltre lo spettacolo e dare il via a una discussione a livello globale», ha detto Rifkin, secondo il quale è necessario cambiare «le nostre fonti di energia e puntare sull'idrogeno, ottenuto da fonti rinnovabili. La razza umana deve mobilitarsi per avere un futuro vivibile per i propri figli e per le altre creature del globo». Secondo Rifkin non ci resta molto tempo per agire: «I dati geologici dimostrano che la temperatura non aumenta in modo costante. Circa un terzo del cambiamento della temperatura registrata dalla fine dell'era glaciale 15 mila anni fa a oggi si è verificato in appena dieci anni».

ACCUSE A BUSH - «Quando gli Usa furono messi sotto pressione per firmare gli accordi di Kyoto, Bush chiese all'Accademia nazionale delle scienze di fare altre ricerche per avere un secondo punto di vista. Ma il rapporto arrivò alle stesse conclusioni sul surriscaldamento globale. Bush disse che si trattava di «un rapporto di burocrati», ha detto Rifkin. «Esistono le tecnologie per superare il regime attuale, esclusivamente basato su combustibili fossili, e passare in 25-50 anni a un nuovo sistema basato sull'idrogeno verde», è la speranza dell'economista-futurologo. «Si deve realizzare una rete di diffusione di energia». Rifkin, che ha lavorato per l'Ue, ha indicato nell'Europa la protagonista che potrà realizzare questa rivoluzione. «L'Unione europea deve diventare il maggior leader mondiale. Tocca all'Europa dare forza a un nuovo sogno per l'umanità. Questo è il vostro momento per salvare tutti noi altri», è la speranza di Rifkin. «La rivoluzione energetica riguarda la democrazia. Ci sono tre grandi problemi a livello globale: il surriscaldamento, il debito del Terzo mondo e la tensione in Medio oriente. Sono tutti problemi che hanno a che fare con i Paesi produttori di petrolio. L'unica via d'uscita è stabilire un nuovo regime energetico realizzato in sinergia con il nuovo sistema di comunicazioni».

 
Ricordando il sogno americano PDF Stampa E-mail
Scritto da Adnkronos   
Mercoledì 19 Maggio 2004 01:00

Cimema: Marlon Brando torna sullo schermo per interpretare se stesso. La storia di un giovane partito per gli Usa per incontrare l’attore.

Marlon Brando torna sullo schermo. A 80 anni compiuti da poco e con molti acciacchi fisici, il divo americano interpretera' se stesso in un film a basso costo. Il film, secondo quanto si e' appreso al Festival di Cannes, si intitolera' 'Brando and Brando' e racconta la storia di un giovane che parte per gli Stati Uniti alla ricerca dell'attore. Il film, che sara' girato la prossima estate, sara' diretto dal regista tunisino Ridha Behi (gia' autore di 'La boite magique') e costera' circa 5 milioni di dollari. Oltre a recitare, Brando e' stato coinvolto anche nello sviluppo del progetto, compreso un lavoro sulla revisione della sceneggiatura assieme al regista. La produttrice del film, Norma Heyman, ha spiegato che la sceneggiatura ''e' una delle migliori che abbia mai letto. Marlon Brando rinuncia sempre ma lo script di Ridha ha fatto centro''. L'ultima interpretazione di Brando risale al 2001 con il film 'The score', assieme a Robert De Niro: per il cameo l'attore incasso' 3 milioni di dollari.
 
Off licence PDF Stampa E-mail
Scritto da ANSA   
Mercoledì 19 Maggio 2004 01:00

Diplomi venduti: secondo I carabinieri una vera e propria associazione a delinquere operava in tutta Italia. Aveva colto lo spirito delle nuove riforme: la cultura intesa come valore aziendale.

VERONA - I carabinieri della Compagnia di Verona stanno arrestando 23 persone, tra insegnanti, presidi e direttori didattici, e gestori di istituti scolastici, distribuiti in undici regioni italiane nell'ambito di un'inchiesta della Procura scaligera su ''diplomi facili''.
Il blitz e' scattato contemporaneamente in una quarantina di scuole. I carabinieri di Verona stanno operando, con l'ausilio dei colleghi dei comandi di territorio di competenza, a Roma, Napoli, Foggia, Crema, Cassino, Reggio Emilia, Palermo, Trapani, Agrigento, Vibo Valentia, Lanciano (Chieti), Torino, Imperia e Cesena.
Le accuse, a vario titolo, e' rilevato nell'ordinanza del gip, sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di piu' delitti di corruzione continuata per atti contrari ai doveri d'ufficio di insegnanti, con funzioni di pubblico ufficiale o di incaricati di pubblico servizio, tendente a favorire il conseguimento, con modalita' palesemente illecite ed in totale violazione dela normativa scolastica, diplomi di maturita' a favore di numerosi candidati, nonche' alla falsita' di atti pubblici e privato, sostituzione di persona e di rivelazione di segreti d'ufficio.

 
Matrimoni alla carta PDF Stampa E-mail
Scritto da ANSA   
Mercoledì 19 Maggio 2004 01:00

La Cei ha rivisto la formula matrimoniale. Ora è più elastica, va bene, a seconda dei casi, per cristiani, semicristiani e cristiani di comodo. Il fai da te del neo/confessional.

ROMA - Cambia la formula del matrimonio: non si dira' piu' il tradizionale ''prendo te in sposo o in sposa'', ma la nuova formula dello scambio del consenso sara': ''accolgo te...''. E' questa una delle novita' previste dall'adattamento e dalla traduzione italiana della seconda edizione latina del rito del matrimonio che e' stata varata dalla Cei e che e' stata presentata oggi dal segretario generale dei vescovi, mons. Giuseppe Betori. Il testo del nuovo rito arrivera' in libreria verso settembre e potra' entrare a regime per la prima domenica di Avvento, ha spiegato mons. Betori.
Mons. Betori, a margine dell'assemblea generale della Cei in Vaticano, ha aggiunto che il testo che e'stato varato verra' stampato inizialmente in una ''versione da combattimento'', in quanto la Cei e' ancora in attesa della 'recognitio', del decreto della congregazione per il culto sui nuovi lezionari, in pratica sulle letture che vengono lette durante la messa. Quando si avra' anche la nuova versione della Bibbia si potra' avere il nuovo rito del matrimonio completo con tanto di letture.
L'adattamento e la traduzione italiana della seconda edizione latina del rito del matrimonio (del 1990) e' stata data il 29 aprile dalla congregazione vaticana. ''Non si tratta di un nuovo rito - spiegano dalla Cei - ma di una revisione del rito esistente. Non e' soltanto una traduzione del testo originale latino, ma di un suo adattamento alla situazione pastorale italiana, tendendo presente le diverse situazioni di coloro che chiedono di celebrare il matrimonio cristiano''.
Tre sono infatti le ''tipologie'' identificate: il matrimonio tra persone che hanno gia' compiuto un significativo cammino di fede nella comunita' parrocchiale. C'e' poi chi pur essendo battezzato e non rifiutando esplicitamente la fede desidera la celebrazione di un matrimonio religioso, ''pur non avendo maturato un chiaro orientamento cristiano e non vivendo una piena appartenenza alla chiesa''. Infine sono considerati i matrimoni con una delle due parti che non e' battezzata. Per questo specifico caso, non ci sono state novita' rispetto alla traduzione latina.
Negli altri due casi ci sono stati due diversi capitoli nel nuovo rito. Il primo capitolo, per chi e' religioso, si presenta ''rispetto a quello attualmente in uso e all'edizione latina, con arricchimenti testuali e gestuali''. In particolare, la Cei segnala ''la memoria del Battesimo, la possibilita' di collocare la benedizione sugli sposi dopo lo scambio degli anelli, la presenza di una nuova formula di preghiera di benedizione, diverse possibilita' di scelta di formule sia per la manifestazione degli impegni, sia per lo scambio del consenso''. E' questo il caso del cambiamento della formula ''io prendo te'' in ''io accolgo te''.
Per chi e' solo ''vicino'' alla religione, il secondo capitolo offre la possibilita', per altro gia' prevista, di celebrare il matrimonio della liturgia della parola, cioe' senza la parte relativa all'eucarestia. Ha una articolazione con una ''sequenza rituale piu' semplice e utilizza un linguaggio piu' immediato. Non si sono voluti pero' tralasciare gesti e testi significativi, quali la memoria del battesimo, lo scambio della pace e la consegna della bibbia. Tali elementi rituali intendono orientare gli sposi verso l'eucarestia che rimane sempre - conclude la Cei - fonte e culmine della vita cristiana''.

 
Da oggi mangeremo Ogm PDF Stampa E-mail
Scritto da France Presse   
Mercoledì 19 Maggio 2004 01:00

La commissione europea ha autorizzato il mais BT-11 della Sygenta tagliando il nodo che contrapponeva ministeri dei paesi membri: quello italiano aveva espresso parere favorevole.

La Commissione europea ha autorizzato l’importazione del mais geneticamente modificato BT-11 della Sygenta.

Un prodotto reso tollerante all’erbicida glufosinato e resistente agli insetti per l’introduzione del gene Btk

Un mais che sarà venduto in scatola o sotto forma di pop corn.

Questa decisione emblematica avrà nell’immediato una portata limitata perché i consumatori europei tendono a rigettare gli Ogm..

Sei paesi (Irlanda, Regno Unito, Olanda, Svezia, Finlandia e Italia) avevano caldeggiato il via libera agli Ogm.

Francia, Austria, Lussemburgo, Danimarca, Portogallo e Grecia avevano invece votato contro.

Il WTO e gli Stati Uniti premevano nel senso della liberalizzazione adottato dalla Commissione.

Altre 33 procedure di autorizzazione di Ogm sono in corso nella UE.

 
URBANI AFFONDA I PIRATI:I PADRONI DEL VAPORE ( CINEMA,MUSICA) APPLAUDONO LA LEGGE LIBERTICIDA PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Mercoledì 19 Maggio 2004 01:00

Pirati di fronte al Senato. La legge vuole che si chiamino così. Sono quei cittadini che scaricano da internet «opere d’ingegno» (vale a dire film, musica, scritti coperti da diritto d’autore).

Tutto materiale utilizzato a fine personale, naturalmente, e senza fini di lucro. Ma per la legge (il decreto Urbani approvato poche settimane fa dalla Camera e ora in discussione al Senato) compiono un reato paragonabile alla violenza privata o ai maltrattamenti verso bambini. Le pene? Quattro anni di reclusione, una multa fino a 15.493 euro, la confisca delle apparecchiature informatiche, la pubblicazione del nome del trasgressore su uno o più giornali a tiratura nazionale.

Come si è arrivati a questa assurdità? Merito di un emendamento approvato a Montecitorio che ha sostituito la dicitura "a fini di lucro", con quella "per profitto". E "profitto", spiegano gli esperti di diritto è anche il risparmio. Come quello di chi scarica un file per uso personale.

Per fortuna il "popolo della rete" si è subito accorto del pericolo (errore o scelta voluta, non si sa), e si è mobilitato. In rete e nelle piazze, perché, vale la pena ricordarlo, si tratta di persone in carne e ossa, non solo di byte. Una protesta che è proseguita fino ad oggi, con un presidio davanti a palazzo Madama per chiedere ai senatori di modificare la legge su tre punti fondamentali: l’aumento delle tasse sui supporti (masterizzatori, hard disk, cd, dvd...), l'obbligo di apporre un bollino su ogni software, anche gratuito, e soprattutto le sanzioni per gli utenti.

E alla fine un accordo si è raggiunto. Lo ha annunciato il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, il più attivo in questi giorni al termine di un incontro con il ministro della cultura Giuliano Urbani. Il decreto è stato approvato così com'è, ma contemporanemante è stato anche approvato un ordine del giorno che impegna il governo a modificare i punti controversi. Quando? La scadenza è ravvicinata. Il ministro ha infatti garantito che i correttivi saranno contenuti nel decreto annuale che regola le spese dei beni culturali, a cui verrà aggiunto un articolo che disporrà l'abrogazione di tasse e bollini e il ripristino della dizione "a fini di lucro".

«A quanto sembra - afferma Fiorello Cortiana - siamo riusciti a fermare un provvedimento sbagliato. Naturalmente non basta. La Rete vigilerà in queste settimane per verificare che le promesse si trasformino in fatti. Ma biosgnerà anche creare un'unica commissione che abbia il compito di armonizzare questo decreto con la normativa italiana ed europea e di divenire un riferimento costante per tutte le questioni che hanno a che fare con Internet».

Non è la prima volta che il Parlamento si trova a dover modificare più volte i decreti del governo su internet. Ora si tratta di sapere se il governo manterrà l'impegno preso o se si procederà con le sanzioni previste dalla legge. In tal caso sarà un giro di vite micidiale per la libertà in rete.

 
Commissione 11 settembre: le responsabilità di Cheney PDF Stampa E-mail
Scritto da EIR   
Mercoledì 19 Maggio 2004 01:00

di Paolo Raimondi, presidente del Movimento Internazionale per i Diritti Civili - Solidarietà

Roma, 7 maggio 2004 -- Ci sono voluti un anno e sette mesi di battaglie, ma all'inizio di aprile la Commissione Parlamentare del Congresso americano sull'11 settembre ha cominciato a operare. E subito la verità è esplosa in faccia a Cheney e a Bush. L'effetto psicologico provocato dallo choc dell'11 settembre aveva paralizzato la popolazione americana e una efficiente orchestrazione dei mass media aveva mantenuto alto il livello di terrore. Poi l'emergenza della preparazione della guerra in Iraq e la prospettiva di una prolungata guerra preventiva generalizzata e di una guerra al terrorismo infinita aveva eccitato un falso patriottismo accecante. Un anno dopo il preannunciato fallimento dell'invasione dell'Iraq molte cose sono cambiate e i neo conservatori di Dick Cheney sono sulla difensiva.
Il momento è arrivato di far chiarezza sull'11 settembre. Come è stato possibile? Chi lo ha fatto? Chi non ha voluto vedere? E perché? Queste sono alcune delle domande che molti americani, anche settori dell'establishement politico e militare, si stanno ponendo.
La Commissione, presieduta dal repubblicano Tom Kean e dal democratico Lee Hamilton e composta da parlamentari di entrambi i partiti, dopo i primi tre giorni di audizioni ha espresso parole di condanna per l'amministrazione Bush, concludendo che se i vertici del governo si fossero comportati diversamente, la tragedia poteva essere prevenuta. Le accuse dei membri della Commissione sono apparse sulla prima pagina del Washington Post del 17 aprile fianco a fianco con il primo annuncio del libro "Plan of Attack" di Bob Woodward, il noto giornalista che denunciò il caso Watergate che costrinse Nixon alle dimissioni, in cui Cheney è identificato come l'architetto "febbricitante" dell'iniziativa guerrafondaia contro l'Iraq.
In un'audizione l'ex responsabile del Consiglio di Sicurezza Nazionale (NSC) per l'antiterrorismo Richard Clarke ha riferito alla Commissione come Cheney non abbia tenuto neanche un solo incontro della sua task force per l'antiterrorismo prima che si verificasse la tragedia dell'11 settembre. Clarke, che è stato al governo con Bush senior, Clinton e Bush junior, ha pubblicato a marzo un libro intitolato "Contro tutti i nemici" in cui spiega di aver personalmente indicato il pericolo terrorismo ai principali esponenti del governo, ma che erano troppo presi dall'ossessione "Saddam". Subito dopo la sua testimonianza, Cheney è corso a telefonare alla trasmissione radiofonica del fondamentalista crisitiano Rush Limbaugh per dire che Clarke "non era del gruppo" del NSC. Si era dimenticato che Condoleeza Rice aveva nominato Clarke a capo della "gestione della crisi" proprio l'11 settembre, come prima decisione della giornata. Clarke venne dimissionato molto più tardi, dopo che aveva ripetuto più volte a Bush che l'Iraq non c'entrava niente con l'11settembre.
Il libro di Woodward, pubblicato a puntate sulle pagine del Washington Post, dà supporto ai primi risultati della Commissione dettagliando anche come Cheney nel maggio 2001 avesse ricevuto il mandato di coordinare l'antiterrorismo e la sicurezza territoriale ma avrebbe ignorato la montagna di indicazioni e di prove raccolte dalla CIA e dalla FBI tra la primavera e l'estate, prove che parlavano di gravi rischi di attacco terroristico di vaste dimensioni.
Il 18 aprile, ospite della trasmissione "60 minutes" della CBS, Woodward ha rincarato la dose contro Cheney accusandolo di aver trascinato gli USA nella guerra in Iraq adducendo pretesti che adesso risultano chiaramente screditati, come i presunti legami dell'Iraq con l'11 settembre e come i presunti arsenali di armi di distruzione di massa di Saddam. Per scrivere il suo libro Woodward ha consultato almeno 75 esponenti dell'amministrazione e ha tra l'altro scritto che Cheney è stato anche l'architetto di ciò che il Segretario di Stato Colin Powell ha definito un governo paralle
 
<< Inizio < Prec. 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 Succ. > Fine >>

JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.