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Scritto da ilprimatonazionale.it   
Martedì 07 Febbraio 2017 14:37


Potrebbe impedire l'afflusso di qualche rublo partigiano ai nuovi lacché

Nonostante siano appena arrivate le squalifiche a Icardi e Perisic che salteranno entrambi le prossime due giornate, oggi non si parla del Derby d’Italia giocato domenica sera allo Juventus Stadium. Sarebbe banale. Ci spostiamo, dunque, nel campionato spagnolo per raccontare dell’assurda vicenda in cui si trova Roman Zozulya, giocatore ucraino il cui passaggio dal Betis Siviglia al Rayo Vallecano sembrava una cosa scontata. Sembrava, appunto. Alla tifoseria del Rayo Vallecano, club della capitale spagnola sedicesimo nella Segunda División- la nostra Serie B- nota più che altro per l’appartenenza alla sinistra radicale, non è piaciuta la maglietta che il povero Zozulya indossava al suo arrivo in terra iberica.
Secondo gli ultras del Rayo, infatti, la maglia del giocatore ucraino presentava un simbolo di estrema destra. E qui scoppia la rivolta al grido di “non vogliamo nazisti” che si conclude con la rinuncia del club di Madrid a tesserare Zozulya che si vede così costretto a tornare a Sevilla dove, purtroppo, non potrà scendere in campo per questioni di doppi tesseramenti in una stagione. Oltre al danno la beffa, insomma.
Non sono bastate le dichiarazioni del giocatore ucraino che ha sostenuto di aver aiutato l’esercito ucraino in quanto patriota senza, tuttavia, essere legato a movimenti fascisti. Dopo aver fatto saltare l’ingaggio di Zozulya, in nome di quell’antifascismo molto all’italiana, i Bukaneros, nome degli ultras del Rayo Vallecano, non hanno invece aperto bocca sul nuovo arrivato: il basco Mikel Labaka che nel marzo del 2011 appoggiò una marcia di solidarietà ad alcuni arrestati dell’ETA, l’organizzazione terrorista basca. Curioso, no? Lottare per il proprio paese è da nazisti mentre odiarlo- in questo caso la Spagna- va bene.

 

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