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Camerata per niente PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Martedì 11 Aprile 2017 01:21


ti sei scordato del fumo delle barricate

Correva l'anno 1968
è il caso di dirlo perché fu un anno al passo di carica, e tra le altre cose i russi e i loro vassalli occuparono la Cecoslovacchia per stroncare la Primavera di Praga. Rammento che il  segretario del Psiup, partito del trozko-operaismo nostrano, Tullio Vecchietti, in una tribuna elettorale minimizzò. “Come si fa a parlare d'invasione quando i carri armati non sparano sulla folla (inerme...) e se il governo di Praga era il frutto di un complotto della Cia, non l'espressione del popolo che è stato ingannato”.
Avevo quattordici anni e talmente m'indignai che avrei voluto trovarmelo tra le mani.
Scoprii presto che Vecchietti era emblematico di una razza di individui dal cuore d'insetto, dall'immaginario metallico, dalla lingua biforcuta anche quando parlavano a se stessi.
Lo scontro di allora, tra camerati e compagni, fu ben più che ideologico, fu di razza dello spirito, dell'anima, del cervello e dell'estetica.
Accogliendo tutti gli insegnamenti sovvertitori del Pcus, essi si facevano agit pop, cioè portatori d'infezione, e falsificavano costantemente la realtà. La mala fede imperava, così come l'obiettivo di screditare ogni avversario svilendolo, negandone il coraggio e l'onestà fino all'inventare nei suoi riguardi delle storie false, irridendo ogni valore con una satira rancorosa e corrosiva, attribuendo al campo avverso non solo le sue responsabilità comunque enfatizzate e mai sviscerate con obiettività, ma aggiungendone altre che non aveva e, soprattutto, scaricando su di esso le proprie. Come era avvenuto per Katyn in Polonia o come sarebbe accaduto per lo stragismo e per i legami con la Cia.

Qui si ragiona oggi come allora in quel letamaio
Da qualche tempo in qua registro lo stesso identico modo di ragionare e di comportarsi in quello che dovrebbe essere il “mio ambiente” e che sarebbe teoricamente erede delle generazioni precedenti di camerati.
Senza bisogno di approfondire gli argomenti, e soprattutto i dogmi, che vengono sostenuti e difesi, dal putinismo al trumpismo, dall'eurasismo all'anti-europeismo, dall'anti-euro al democraticismo referendario, quello che sorprende è come i dispositivi dialettici – e soprattutto gli effluvi psicopatologici – cui i loro paladini fanno ricorso siano identici a quelli della razza dei Vecchietti. Chiunque contrapponga un altro modo di interpretare la realtà, un'altra soluzione alle cose, viene osteggiato e deriso, si può tranquillamente diffamarlo con gli stessi termini utilizzati allora “traditore, atlantista, agente della Cia, ecc”. Non si esita un istante a far colare ignobile bava perfino su chi combatte nel campo che si pretenderebbe essere avverso. Tutti contractors, venduti e vigliacchi, così come venivano dipinti i fascisti da Vecchietti e dai suoi fratelli di razza.
Così si minimizzano i missili sparati da Trump in Siria “una bazzecola” o il riconoscimento di Gerusalemme capitale da parte di Putin per la quale si fa ricorso leguleio e sovversivo alle sfumature dialettiche, adottate in linea con la scuola del Pcus.

Et et invece di aut aut

Il problema non è il dogma in sé e quanto inganni. Si può anche continuare a cullare quella che per me è una chimera fuorviante, basta non assumere i dispositivi culturali, psicologici e spirituali dei militanti dell'infimo, quali erano Vecchietti e compagni.
Basterebbe non deridere a priori chiunque dica “il re è nudo” ma semmai chiedersi se lo è ed eventualmente dimostrargli (e quindi dimostrarmi) che porta addosso almeno qualche straccio. Sarebbe sufficiente ri-cordarsi e ram-mentare l'insegnamento fascista della Sintesi (in alto) fatta con Et Et e non Aut Aut, quindi essere aperti, confluenti, costruttori e non detrattori ottusi.  Ci si dovrebbe mettere in causa e chiedersi parecchie cose, se, magari, il decalogo semplicistico degli slogan e la lista dei nemici che ci passa sotto il naso non siano composti malino.
Nel 1967 a Berlino Ovest gli studenti, inquadrati senza saperlo dalla Stasi, inscenarono una manifestazione “contro lo stato di polizia”. Si trovavano nel fazzoletto occidentale, attraverso il quale fino al 1961 oltre due milioni di tedeschi erano passati a occidente fuggendo il paradiso comunista e dove, da sei anni, la polizia sì, ma quella dell'est, vigilava armata ai confini del Muro e fucilava quelli che provavano a passarlo. Eppure gli imbecilli manifestavano contro quelli del fazzoletto di relativa libertà agli ordini degli aguzzini!


Quella sinistra oggi a destra
Non mettersi allora a disposizione dell'apparato comunista e rifiutarsi di strangolare Berlino Ovest non significava per niente difendere il liberalismo e il capitalismo ma uno spazio da cui poter rinascere. Così come sostenere la produzione e la famiglia, entrambe sotto il mirino dell'ultrasinistra, non voleva dire avvalorare il modello democristiano ma resistere all'accelerazione imposta dall'Usura e dal modello speculativo.
Qualcosa del genere capita oggi. Tutti i soggetti e tutti gli elementi che sono presi di mira dal qualunquismo populista (la Ue, l'Euro, la Gemania, l'Esercito europeo) non sono difendibili in sé, ma, come Berlino Ovest a suo tempo, sono molto meglio di quello che li vuole combattere e rimuovere e, soprattutto, forniscono possibilità di rettifica che, venuti essi meno, non avrebbe più modo di essere. Pertanto il qualunquismo populista de noantri si muove esattamente come a suo tempo la “sinistra democratica”, a comando congiunto di alcuni commissari politici (allora era la Stasi) e di alcuni strateghi che sono rimasti gli stessi (angloamericani).

Una promiscuità che ci avvelena
Certo, si può dissentire da quello che io affermo con assoluta convinzione, ma altro è dissentire, disquisire e cercare un diverso orientamento, altro è arroccarsi con disprezzo, derisione, dogmatismo, mala fede dialettica e cecità globale su un posizionamento dogmatico.

Fino all'altro giorno pensavo che quest'area avesse contratto questi vizi da una sorta di complesso d'inferiorità a sinistra e da un disperato tentativo di mimetismo. Poi ho avuto un'illuminazione.
Mi sono convinto di tutt'altro, ovvero del fatto che questo pantano che si definisce area è sostanzialmente immobile, come uno stagno in cui gracidano le rane.
Ma tutto è di fatto immobile in questo residuo di società orwelliana, a muoversi sono soltanto le immagini di superficie. La superficie negli anni si è spostata e ciò ha portato nuovamente i liberali a sinistra e così i bolscevichi sono slittati a destra (è di tipologie umane e perfino razziali che parlo, lo ricordo, non di progetti politici). La gran parte della gente che si  ritrova oggi in questo stagno, anche se è obbligata a farsi una galleria di foto e tatuaggi attraverso un campionario affine al mio, non viene affatto dalla mia tradizione storica, culturale, antropologica, non è proprio per niente della mia razza.

Sono gli stessi che, se fossero nati quarant'anni prima
avrebbero tifato per i Vopos che sparavano sui loro concittadini che provavano a varcare il Muro, che avrebbero giustificato Acca Larentia e Primavalle e che avrebbero rilanciato tutta la propaganda del Pci. D'altronde non è un caso che quest'area sovrabbondi di gente che ancora accusa le generazioni precedenti di stragismo e di intelligenza con la Gladio, così come s'inventò Botteghe Oscure. E lo fa con astio perché, in fondo in fondo, odia il padre e odia i fascisti.

Doveroso prenderne atto
Una buona parte di fascisti, o forse solo una parte di fascisti, è ancora in quest'area o l'incrocia, ma quest'area in sé con essi ben poco ha a che fare. Bisogna iniziare a riconoscerci tra di noi perché la promiscuità livella sempre verso il basso. E, lo ripeto per l'ennesima volta, non è questione di orientamenti politici o di valutazioni di linea, è un fatto di razza dello spirito e dell'anima.
Il resto è cattiva letteratura ed è freno ad un'azione salutare e vincente che si può e si deve compiere anche nell'alveo del populismo, da rendere meno qualunquista e più ribelle se proprio fascista non si potesse farlo diventare.

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Aprile 2017 08:36
 

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