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Purtroppo manca Peter Sellers PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Sabato 15 Aprile 2017 01:46


Se Trump si diverte a giocare a Stranamore

 

Riepiloghiamo. Trump era stato accolto come un liberatore dai nove decimi dell'estrema destra. Egli avrebbe portato gli Usa all'isolamento facendo abbandonare loro il ruolo di gendarme del politicamente corretto nel mondo, così almeno aveva detto.
59 missili sulla Siria e una MOAB sull'Afghanistan dove solo la sua intelligence ha visto basi dell'Isis, forse scambiandola con i talebani, hanno dimostrato il contrario. Verosimilmente la Casa Bianca ha deciso di svuotare gli arsenali e di rinnovarli facendo pagare gli altri, così come la fattura per il rafforzamento del muro anti-messicano sarà presentata proprio a coloro ai quali verrà ostacolato il cammino.
La Nato, da lui presentata come obsoleta e quasi da sciogliere, è invece stata rilanciata con forza ma, appunto, le sue spese verranno addebitate a noi.

Sul piano internazionale
l'uomo che avrebbe dovuto allearsi con Putin per sconfiggere il terrorismo, si è limitato a indicare come avversari la Ue e la Germania e ad allinearsi entusiasticamente a qualsiasi risoluzione israeliana, fino a considerare Hezbollah un'organizzazione terrorista e a chiedere di nuovo la testa di Assad.
Con la Cina ha però iniziato un rapporto copiato su quelli del passato nei confronti dell'Urss mentre la Russia, in questa Nuova Yalta esistente di fatto e di cui il Cremlino da quasi tre anni insegue vanamente l'ufficializzazione, viene a ritrovarsi ridimensionata rispetto alle due potenze principali e assiste attonita all'assertività da cow boy del nuovo presidente che, ignorando il ruolo strategico per la politica Usa dello spaventapasseri Corea del Nord, minaccia un inferno nel Pacifico.
Muscolare, Trump, lo è di certo, e per l'orgoglio americano forse è perfino ottimale. Difficile dire se le mosse brutali con cui rischia di mandare in pezzi i mosaici della politica Usa risulteranno vincenti o degli autentici boomerang. Per ora si ha l'impressione di vivere dentro il film Il dottor Stranamore; purtroppo manca Peter Sellers.

Anche altri motivi
avevano infatuato del miliardario yankee i soliti ingenui de noantri che non devono aver bene capito di non essere americani malgrado vivano da globalizzati.
Tra questi, ancor oggi esultano per il protezionismo liberista, ammesso che sia qualcosa che meriti di essere esaltata, per non parlare dell'interpretazione delirante che se ne dà fino a dipingerlo come un atto anti-mondialista!
Delle ragioni per le quali gli ultradestri si erano eccitati verso Sor parrucca, permane anche il taglio alle sovvenzioni dell'aborto. Che però va letto nel contesto del taglio delle spese sanitarie con la cinica condanna a morte dei poveri che non sono calvinisticamente nella Grazia di Dio. Le altre mosse dell'alfiere reazionario sono per ora la soppressione del controllo finanziario sulle bolle speculative e il freno a qualsiasi normativa ecologica.

Era scontato
Sfumature e dettagli a parte, quello che oggi avviene sul piano imperialistico era scontato. Bisogna davvero essere sprovveduti assai per pensare che una politica di potenza cambi totalmente a seconda dell'amministratore di turno. Si doveva non avere alcun senso della storia per aver potuto pensare che le differenze tra una gestione Trump o una gestione Clinton avrebbero davvero potuto essere rilevanti.
Ci sono dei fatti oggettivi, delle linee precise, culturali, economiche, psicologiche, materiali, a dettare le linee delle potenze; rispetto a queste qui ci si deve posizionare alla ricerca del massimo grado d'indipendenza e non allineandosi dietro i suoi “riformatori” che non potranno fare altro che calpestarci, forse in una maniera diversa di predecessori, ma con il medesimo peso sulle nostra ossa. È poi esattamente quello che avviene quando ci si affida elettoralmente a una classe dirigente democratica: se hai la disgrazia di “vincere” ne consegue subito una gran disillusione.
È comunque vero che tra il nuovo presidente e la Clinton c'è una gran differenza, e sta tutta nell'immaginario: Trump ha introiettato il politicamente scorretto nei vertici del sistema, il quale da adesso compirà in modo più selvatico quello che prima realizzava assecondando un'ideologia boldrinista. Ciò al tempo stesso è meglio, perché attesta che il boldrinismo è superabile, ma è peggio perché neutralizza l'alternativa del politicamente scorretto. E magari non è un caso se dalla vittoria di Trump in poi l'avanzata elettorale populista in Europa si è arenata. Forse perché ha perso di appeal.

La morale della storia

non è di passare dal fantatrumpismo all'antitrumpismo, così come l'antiputinismo non può essere la risposta al fantaputinismo. Quello che va fatto è assumere uno sguardo clinico nei confronti di tutti i soggetti in causa, non per scegliere un Liberatore o un Supereroe ma per capire di volta in volta cosa è bene e cosa è male per noi e per il nostro progetto.
Appunto il progetto, per il quale si deve ripartire da se stessi, dalla propria centralità, dalla capacità di costruire giorno per giorno, nel proprio raggio di azione. Si deve curare la mente, uscire dagli schemi della democrazia delegata e del partecipazionismo virtuale. Si tratta di aver Fede e tenacia invece di scaricare le proprie aspettative su qualcuno per delega. Specie se straniero (ovvero non europeo). Perché la saggezza popolare dice che “chi di speranza vive, disperato muore”. E la saggezza popolare non sbaglia.

 

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