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L’Europa a 25 si affranchi dagli USA PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Fini   
Lunedì 10 Maggio 2004 01:00

L'allargamento dell'Unione Europea potrà rappresentare una data storica solo se condurrà ad un’Europa unita, neutrale, armata, nucleare e autarchica.

 
Berlusconi difende Bush PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Messaggero   
Lunedì 10 Maggio 2004 01:00

Per il premier italiano le torture sono dovute a poche mele marce. In ogni caso, «tutto ciò non farà mutare di una virgola la nostra posizione in Iraq e la nostra amicizia con Bush e gli Stati Uniti».

ROMA - Imbarazzo e dolore per le scene di tortura, ma anche rabbia per quelle che definisce «strumentalizzazioni» da parte di coloro che per anni «non si sono stracciate le vesti» per i torturatori di sovietici e per quelli ancora in azione a Cuba. La reazione di Silvio Berlusconi alle «paginate» di racconti e foto che ieri hanno pubblicato i principali giornali è stizzita. Come ovvio il disgusto per le foto delle torture è totale, ma per il presidente del Consiglio le accuse indiscriminate rischiano di delegittimare non solo gli Stati Uniti ma tutto l’Occidente. Comunque sia, spiegano i suoi più stretti collaboratori, «tutto ciò non farà mutare di una virgola la nostra posizione in Iraq e la nostra amicizia con Bush e gli Stati Uniti».
Anzi - spiegano - Berlusconi farà del 4 giugno, giorno della visita a Roma del presidente degli Stati Uniti, la festa della liberazione dell’occidente democratico e liberale da tutti i totalitarismo. «Nazisti e comunisti». Rievocare lo sbarco in Normandia, le croci del cimitero alleato di Anzio, rivedere in tv filmati ”Combat” o dell’istituto Luce dell’avanzata anglo-americana, sarà per il premier l’occasione per recuperare una verità storica che «le poche mele marce» di Abu Ghraib non potranno cancellare.
In attesa del nuovo ”Usa-day” e di conoscere gli esiti dell’inchiesta avviata dai vertici militari del Pentagono, Berlusconi respinge il nesso che «strumentalmente si fa tra quel distillato di democrazia e di libertà» che sono gli Stati Uniti, e «le torture di pochi fanatici» che stanno finendo davanti la corte marziale «a conferma della capacità che ha quella democrazia di fare pulizia al suo interno». Chiuse le liste elettorali per le Europee, alle prese con la limatura dei candidati per le provinciali di Milano, Berlusconi non si nasconde però i riflessi che la vicenda delle torture ha sull’elettorato. «Non eravamo al corrente e non siamo coinvolti», continuano a ripetere i ministri Frattini e Martino. Questa è, per il presidente del Consiglio, la conferma della «natura umanitaria» della presenza in Iraq dell’Italia.
«Non c’è nessuna ombra sulla nostra missione», spiegano in via dell’Umiltà replicando indirettamente ai dubbi centristi. Nell’ala moderata di Forza Italia resta però il timore di perdere presa sull’elettorato cattolico che attualmente - sondaggi alla mano - è in maggiore sofferenza. La decisione del Papa di ricevere o meno George Bush in occasione della visita in Italia sarà quindi importante e stavolta potrebbe creare qualche imbarazzo a quella parte di centrosinistra tentata dalle manifestazioni-anti.

 
Russia più vicina all'UE PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Messaggero   
Lunedì 10 Maggio 2004 01:00

L'unione Europea vara un piano per la cooperazione con i suoi vicini eurasiatici

BRUXELLES - A pochi giorni dall'ingresso nell'Unione europea di 10 nuovi paesi, la Commissione di Bruxelles traccia la strategia di vicinato con i paesi limitrofi ai nuovi confini dell'Ue allargata. Il documento - che dovrebbe essere approvato dopodomani - è stato preparato dal commissario all'allargamento, Gunter Verheugen. Si tratta in sostanza della strategia che, secondo la Commissione, l'Ue dovrà adottare nei confronti dei suoi nuovi «vicini». Sul fronte «europeo», fanno parte della strategia politica di vicinato dell'Ue la Russia, l'Ucraina, la Bielorussia e la Moldova; mentre per quanto concerne il Mediterraneo, la strategia si applica ad Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Siria, Tunisia, ed Autorità nazionale palestinese. La Commissione , tuttavia, raccomanda l'inclusione nel processo di vicinato dei paesi del Caucaso meridionale (Armenia, Azerbaijan e Georgia), sottolineando l'importanza che in questa regione, ricca di gas e petrolio, siano sviluppati programmi di cooperazione nel settore energetico. La chiave della strategia proposta dalla Commissione è quella di «definire una serie di priorità » che i paesi interessati dovranno rispettare: dialogo politico e riforme, commercio ed economia di mercato, giustizia e affari interni, energia, trasporti, ambiente, ricerca ed innovazione, politiche sociali. Le relazioni privilegiate «saranno costruite sul mutuo impegno a valori comuni», e in particolare nel campo della supremazia della legge, del rispetto dei diritti umani e delle minoranze. I paesi che vorranno aderire dovranno inoltre impegnarsi nella «lotta al terrorismo e alla proliferazione di armi di distruzione di massa».

 
MINORI: 3.000 DENUNCE L'ANNO PER BAMBINI SCOMPARSI,80% RITROVATI PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Lunedì 10 Maggio 2004 01:00

Oltre tremila denunce l'anno per la scomparsa di bambini, che nell'80% dei casi vengono ritrovati entro un anno, 605 minori ancora da rintracciare in Italia, 420 dei quali stranieri e 185 italiani.

Sono alcuni dei dati di bambini scomparsi in Italia, ai quali e' dedicato il sito della polizia, www.missingkids.it, completamente rinnovato e presentato a Roma. Da Angela Celentano a Emanuela Orlandi, da Domenico Nicitra a Mirella Gregori, sono moltissimi i casi dei quali si e' occupata la polizia. E notevole anche la risposta dei cittadini: dal primo gennaio 2004 ad aprile scorso sono stati oltre 62.010 gli accessi al sito, con una media di circa 600 contatti giornalieri.

Sul sito, realizzato dalla sezione Minori della Polizia di Stato, figurano attualmente i casi di 26 bambini scomparsi, ma la vera novita' tecnologica prevista dal restyling e' la possibilita' di creare degli identikit in age progress. In sostanza e' possibile vedere come puo' cambiare un bambino negli anni, in modo tale da poterlo rintracciare e riconoscere anche da adolescente.

''Ogni anno - ha spiegato il responsabile della sezione minori, Raffaella Calabrese - riceviamo oltre 300 denunce per scomparsa di minorenni. Ma questa cifra, a prima vista elevatissima, non deve allarmare: l'80% dei casi si risolve infatti entro l'anno''. Si tratta comunque, assicura Calabrese ''di un rilevante fenomeno sociale'' che non va sottovalutato. 10/05/2004 14:18

 
Ex repubblichino fra i candidati a sindaco di Imperia PDF Stampa E-mail
Scritto da sanremonews.it   
Lunedì 10 Maggio 2004 01:00

Elezioni Amministrative ad Imperia:salgono a quattro i candidati-sindaco

Luigi Sappa per Polo delle Libertà, Anna Maria Giuganino per il centrosinistra, Umberto Cuoghi per la Lega Nord e Bruno Rossi per Forza Nuova. Sono i quattro moschettieri della politica che si sfideranno a colpi di fioretto durante quest'ultimo mese di campagna elettorale prima delle amministrative del 12 e del 13 giugno. Proprio Bruno Rossi è l'ultimo candidato ad essere sceso in campo in questa “caldissima” campagna elettorale. Già segretario dell'Unione nazionale combattenti della Repubblica sociale italiana, candidato a un collegio alle provinciali del 2001 e oratore ufficiale alla commemorazione per i caduti di Salò tenuta al cimitero di Oneglia in occasione del 25 aprile 2002 (alla quale la sinistra aveva replicato con la lettura in piazza dei nomi dei 1.282 morti “per mano nazi-fascista” in provincia) Bruno Rossi si definisce “un idealista”.
I quattro sfidanti, prima ancora che alla città, si sono presentati agli studenti per un faccia a faccia molto atteso. L'incontro si è svolto con 500 ragazzi nell'aula magna del liceo scientifico Vieusseux. Un paio d'ore in cui i quattro candidati hanno presentato tutti gli obiettivi della campagna elettorale di giugno. Non sono mancate le domande da parte degli studenti che ovviamente spingono per ottenere un ruolo importante nella città d'Imperia che verrà. Con la visita nelle scuole i candidati vogliono ovviamente raccogliere un ampio consenso elettorale.

 
Microsoft chiama, sicofanti rispondono PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Domenica 09 Maggio 2004 01:00

E' un giovane studente tedesco di 18 anni il creatore di «Sasser», il virus informatico che nel giro di pochi giorni ha infettato 18 milioni di computer in tutto il mondo, mandando in tilt i sistemi informativi di aziende, banche, compagnie aeree e uffici amministrativi. Il virus ha attaccato via internet i sistemi Windows 2000, Windows Server 2003 e Windows XP.

Come ha detto la polizia, il giovane - arrestato ieri sera nella piccola località di Waffensen, presso Rotenburg, nel Land settentrionale della Bassa Sassonia - ha confessato oggi di essere stato lui a programmare «Sasser». Dopo l'interrogatorio, il giovane - ha detto il portavoce della polizia criminale della Bassa Sassonia, Detlef Ehrike - è stato rimesso in libertà. La sua identità non è stata resa nota: si sa che avrebbe da poco ottenuto il diploma in una scuola professionale, con l'intenzione tuttavia di proseguire gli studi nel campo informatico. Nell'interrogatorio il giovane avrebbe ammesso inoltre di aver elaborato prima di «Sasser» anche programmi antivirus. Sembra che le informazioni decisive che hanno portato sulle tracce del ragazzo tedesco siano arrivate dalla Microsoft, il cui capo Bill Gates aveva posto una «taglia» di 250 mila dollari sulla testa dell'untore. Alla multinazionale, ha detto il portavoce Sasha Hanke, è giunta una telefonata da parte di persone che affermavano di conoscere l'identità del responsabile. Sempre in Germania, nel Land meridionale del Baden- Wuerttemberg, è stato arrestato anche l'autore dell'altro virus informatico «Phatbot», un giovane di 21 anni che ha anch'egli confessato di aver creato il virus unitamente ad altri hackers di Baviera, Amburgo e Bassa Sassonia. Secondo la rivista «Spiegel», lo stesso creatore di «Sasser» sarebbe responsabile della programmazione dell'altro virus informatico, «Netsky.ac», propagatosi nella notte fra lunedì e martedì scorsi.

 
Proteggersi dai virus invisibili PDF Stampa E-mail
Scritto da Zeusnews.it   
Domenica 09 Maggio 2004 01:00

Veniamo attaccati semplicemente perché siamo online. Fingere di non esserci può essere molto di più di una semplice scusa.

Si è parlato e si parla molto degli ultimi virus (worm, per l'esattezza) che non hanno bisogno di veicolarsi tramite e-mail ma possono colpire un qualsiasi computer semplicemente se collegato a Internet.

Negli anni, siamo stati abituati a installare coscienziosamente le ultimissime versioni dei più noti prodotti antivirus e gli aggiornamenti del sistema operativo, così da assicurarci una certa tranquillità dal punto di vista della sicurezza.

Oggi non è più possibile ritenere che questo sia sufficiente, poiché un antivirus non rileva attacchi dall'esterno, ne configura le nostre connessioni in modo che vengano trasmessi e ricevuti solo i dati desiderati. La diffusione di un mail-less virus inizia con un "censimento" dei computer vulnerabili presenti in Rete.

La fase preliminare di un attacco avviene tramite una scansione più o meno casuale di Internet allo scopo di ottenere informazioni utili sulla presenza, sistema operativo e vulnerabilità dei computer interrogati; se i dati ottenuti da un indirizzo Ip soddisfano i requisiti necessari al worm per entrare in azione, il computer verrà attaccato.

Molto è stato detto sulle vulnerabilità che vengono sfruttate da worm di vario genere, e sul come risolverle, ma è ragionevole pensare che gli attacchi possono essere evitati a monte, non permettendo al nostro sistema operativo di fornire le informazioni richieste dagli attaccanti?

Per esempio, uno dei più semplici strumenti di scansione è il ping, che utilizza il protocollo di controllo ICMP (Internet Control Message Protocol) per rilevare la presenza di un computer o di un intera sottorete (Broadcast ICMP). Il ping non fa altro che inviare delle particolari richieste di ECHO, se il destinatario è attivo risponderà con un ICMP ECHO REPLY.

Può sembrare banale ma, se il nostro computer risponde a richieste di questo tipo, le probabilità di un attacco e di un infezione aumentano in modo esponenziale; sicuramente, per motivi funzionali, non verranno fatti tentativi estremi di rilevare computer che sembrano essere spenti o non connessi alla rete.

Per assicurarci davvero una certa sicurezza, è allora necessario dedicare pazienza e tempo all'installazione di un firewall, che ci consente di filtrare i pacchetti in entrata e in uscita e di risultare molto meno visibili alle scansioni da parte di worm e anche di hacker maligni (o cracker, come qualcuno preferisce definirli). Esistono molti prodotti freeware e altrettanto validi liberamente scaricabili.

Un ultimo aspetto. Nel caso il nostro computer fosse usato come punto di attacco da parte di un virus, i log del firewall potrebbero esserci utili per dimostrare di non essere noi stessi gli autori dell'attacco.

Cristian Zavettieri
 
L'asse della pace PDF Stampa E-mail
Scritto da Henri de Grossouvre   
Domenica 09 Maggio 2004 01:00

Tra Parigi, Berlino e Mosca sta nascendo, pur tra mille incertezze, l’asse dell’indipendenza europea e della pace mondiale. Parola di Henri de Grossouvre, astro nascente della nuova geopolitica francese ed autore di un fondamentale libro sull’argomento.

Dopo la dichiarazione comune di Francia, Germania e Russia il 10 febbraio 2003, l’asse Parigi-Berlino-Mosca ha provato di incarnare l’asse della pace: “C’è ancora un’alternativa alla guerra. L’uso della forza non potrà costituire che un’ ultima risorsa. La Russia, la Germania e la Francia sono determinate a dare tutte le possibilità di disarmo all’Iraq in condizioni di pace”. Il nostro libro “Parigi-Berlino-Mosca” pubblicato nel maggio del 2002 [disponibile ora anche in traduzione italiana: Henri de Grossouvre, Parigi Berlino Mosca, Fazi Editore, 18 € - ndr] portava già il sottotitolo “la via dell’indipendenza e della pace”. Questo libro spiegava come, da Charles de Gaulle fino ad oggi, la Francia e la Germania, allorché cooperano e s’intendono su degli obiettivi comuni, siano sempre state in grado di strappare l’adesione dei loro partner europei. Questo libro spiegava anche come e perché la messa in opera di un partenariato strategico tra l’Unione Europea e la Russia attorno ad un asse ideale Parigi-Berlino-Mosca permetterà all’Europa di risolvere le grandi sfide del XXI secolo: l’energia, la sicurezza, lo spazio e il dominio delle alte tecnologie. Questo libro proponeva delle soluzioni concrete e pragmatiche per gli ambiti istituzionali, economici, strategici e politici. Il caso specifico della posizione comune di Francia, Germania e Russia sull’Iraq ci lascia intravedere il potenziale dell’asse Parigi-Berlino-Mosca.

È certamente verosimile che l’asse Parigi-Berlino-Mosca non sopravvivrà, a corto termine, alla crisi irakena. Ma la posizione comune tripartita avrà rivelato il potenziale operazionale che custodisce questa alleanza continentale, poiché Parigi, Berlino e Mosca sono sempre stati e resteranno i tre grandi centri di gravità geopolitica maggiori del continente europeo. In Francia, l’abilità di de Villepin, gli avvenimenti internazionali e la coesione ritrovata dell’esecutivo hanno permesso a Jacques Chirac di assumere sulla scena mondiale una missione di resistenza gollista per la quale non sembrava predestinato. Negli ambiti prioritari delle cooperazioni franco-tedesche e franco-russe, il capo della diplomazia francese accumula i successi. Ha trovato un compromesso sul PAC ed ha così rinnovato il dialogo franco-tedesco, poi ha contribuito in maniera decisiva a trovare un accordo sulla questione di Kalinigrad, e, infine, ha lavorato al ribaltamento totale della politica di Jacques Chirac nei confronti della Russia. Organi come il consiglio di cooperazione franco-russo sulle questioni della sicurezza rinforzano le collaborazioni già quotidiane tra i Ministeri della Difesa dei due paesi ed i loro servizi di informazione militare. Il dialogo energetico che era al centro degli incontri intergovernativi franco-russi del novembre 2002 è, infine, ugualmente seriamente avviato. Ormai, Dominique de Villepin e Joschka Fischer rappresentano personalmente i loro paesi ai lavori della convenzione e coordinano efficacemente le loro azioni. L’apertura di un centro culturale comune franco-tedesco a Mosca dovrebb

 
Ai coloni dei territori: "Cari Fratelli.." PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Domenica 09 Maggio 2004 01:00

Deborah Faith,giornalista italo-israeliana si è cosi rivolta ai coloni israeliani della striscia di Gaza minacciati di trasferimento dal piano di Sharon riguardante lo smantellamento delle colonie ebraiche . L' articolo è tratto dal sito : http://www.ebraismoedintorni.it/home.cfm

Cari Fratelli

di Deborah Fait

Il mio cuore e' con voi.
Avete lavorato, vi siete rotti la schiena su quei sassi e su quella sabbia e avete creato in Giudea , Samaria e Gaza dei piccoli giardini dell'Eden. Oasi di verde e di pulizia nel caos palestinese che vi circonda.

Siete la' perche' credete fermamente, e avete ragione, che quelle siano terre ebraiche. Avete ragione perche' nei vent'anni in cui quelle terre erano annesse alla Giordania nessuno al mondo, se non noi ebrei, le
reclamava!

Siete la' perche' infine, dopo aver vinto in sei giorni una guerra che invocava il nostro annientamento, le abbiamo riconquistate e voi, fratelli, siete andati a spaccarvi la schiena per piantare filo d'erba dopo filo d'erba, per costruire casa dopo casa, scuola dopo scuola, ospedale dopo ospedale, giardino dopo giardino. Siete la' perche' la' sono morti i vostri figli, molti assassinati ancora bambini nei loro lettini o nei giardini di casa mentre giocavano, assassinati da quei barbari che reclamano terre mai state loro.

Siete la' perche' avete fede e credete che la Giudea sia dei Giudei, lo avevano detto i nostri Padri e nei secoli nessuna popolazione stanziale le aveva volute quelle terre aride dove , se ci si siede su un sasso e si guarda verso il deserto sembra di scorgere in lontananza, tra le dune azzurre e rosa, Abramo, Isacco, Giacobbe e Mose' col suo bastone tra le mani. Siete la' perche' siete ebrei in Erez Israel e non volete consegnare le vostre tradizioni, i vostri ricordi, la vostra terra a chi farebbe di voi e di noi tutti un bel falo' per finire il lavoro del loro grande maestro, Adolf Hitler.

Il mio cuore e' con voi, fratelli, ma dovrete lasciare quelle terre, quelle case, tutti quei prati verdi ai barbari che le reclamano e le dovete lasciare perche' questo sta nell'ordine delle cose dell'ingiustizia umana.

Il mio cuore e' con voi perche' so che dovrete portare via anche i vostri morti per impedire che vengano violati dai barbari che prenderanno il vostro posto e il mio cuore e' con voi e piange con voi perche' la Legge dice che mai ebreo deve essere tolto dalla terra di Israele.
Abbiamo visto cosa hanno fatto a Hebron delle tombe dei Padri, le hanno ridotte a tombe islamiche, Abramo e Sarah, Leah e Giacobbe riposano sotto catafalchi deturpati da scritte in arabo. Si sono presi anche le nostre radici nel tentativo di cancellarci come popolo.
Ma e' rimasto solo un tentativo perche' il popolo del Libro non si cancellera' mai, a dimostrarlo i forni di Aushwitz e i nostri 23mila morti nelle guerre per la distruzione di Israele. E siamo ancora qui.

Li ricorderemo a giorni i nostri morti, prima sei milioni e una
settimana dopo altri 23mila morti nelle guerre e per terrorismo.

Siamo stati un popolo errante fino a quando abbiamo fatto rinascere Israele e adesso ci costringono ad andare anche via dalle nostre terre ancestrali per lasciarle a chi non ne ha diritto. Il mio cuore e' con voi, Fratelli. Piange con voi. Vorrebbe gridare "Non andate via! Quella e' casa nostra, e' casa vostra! La Terra e' di chi la ama e la cura non di chi la odia e la ricopre di sangue"

Voi avete ragione quando dite che vorranno mandarci via anche da Tel Aviv, da Haifa, da Ashdod ma non ce la faranno. Dobbiamo diventare ancora piu' piccoli perche' il mondo sta con i palestinesi e non si preoccupa del transfer di ebrei, ne' si preoccupa degli ebrei assassinati.
Cosi' va il mondo, fratelli, e' la nostra storia millenaria. Dobbiamo dimostrare ancora una volta la nostra forza rinunciando a una parte di Israele, la parte conquistata dopo le loro guerre, la parte che il mondo ci vuole togliere dopo aver fatto una legge apposta sui territori presi in combattimento. Il mio cuore e' con voi, fratelli, dovrete lasciare le vostre case e ogni filo d'erba piantato colle vostre mani e venire in quel pezzo di Israele che ancora ci permettono di tenere. Quando vorranno an

 
La guerra non ha rilanciato l'economia PDF Stampa E-mail
Scritto da fonte Agi   
Sabato 08 Maggio 2004 01:00

I dati Ocse attestano inequivocabilmente che il tentativo di rilanciare l'economia occidentale con le guerre in Afghanistan e in Iraq è fallito.

7 mag. – Prosegue molto a rilento la fase espansiva tra i paesi industrializzati. Il superindice dell'Ocse a marzo registra per l'area una crescita di 0,5 punti a 124 da 123,5 di febbraio, mentre il tasso semestrale mostra un rallentamento dal 7,6% di febbraio al 7,2%. Nell'Eurozona il Composite Leading Indicator (CLI) cresce a marzo di 0,5 punti ma il tasso semestrale si contrae per il quarto mese consecutivo al 6,3 da 6,4%. Negli Stati Uniti, a marzo il CLI aumenta di 0,4 punti ma il tasso semestrale diminuisce per la terza volta consecutiva a 10,1 da 11,3%.

 
Allarmanti e tragiche le cifre della mortalità infantile PDF Stampa E-mail
Scritto da ANSA   
Sabato 08 Maggio 2004 01:00

Il rapporto annuale dell'Unicef dimostra ancora una volta che il modello di sviluppo intrapreso è catastrofico per milioni di persone

Nei dieci paesi più poveri e emarginati del mondo ogni anno 1,5 milioni di bambini muoiono prima del quinto anno di età a causa di malattie, miseria cronica e esplosione di mine. Il drammatico dato e' contenuto nel rapporto annuale per il 2004 che l'Unicef ha presentato oggi a Berlino.
Solo nella Repubblica democratica del Congo (ex Zaire) i bambini con meno di cinque anni morti ogni anno sono 530 mila. Negli Stati africani dell'Angola e della Sierra Leone, come pure in Afghanistan, un bambino su quattro non arriva al quinto compleanno.
Le malattie più frequenti all'origine della morte dei bambini sono il morbillo, la diarrea, la malaria e i disturbi respiratori. Tutte malattie peraltro che nel resto del mondo si curano regolarmente.

Anche se, negli Stati Uniti, la mortalità infantile permane molto alto, addirittura sorprendente per il mondo industrializzato.

Non sono stati resi noti i dati della mortalità infantile irachena, notoriamente altissima dal 1991 quando iniziò l’embargo di viveri e medicinali deciso dagli Usa.

 
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